La musica attraversa la storia ed entra nelle ferite del mondo, per sensibilizzare e fare eco quando un sistema di valori e di dignità umana viene calpestato e annichilito. Sembra questo l’intento del nuovo album intitolato They Came Like Swallows, sottotitolato Seven Requiems for the Children of Gaza, nato dall’incontro di Bonner Kramer e Thurston Moore.
Kramer, musicista, compositore e produttore discografico statunitense, è considerato una figura chiave della scena underground di New York, oltre che fondatore della storica etichetta Shimmy-Disc. Moore è chitarrista, cantante e scrittore statunitense, cofondatore e leader dei Sonic Youth, band che ha ridefinito il rock alternativo e l’indie americano tra gli anni Ottanta e il Duemila.
L’incontro dei due musicisti ha dato come risultato un album profondo, eclettico, sperimentale, creando una musica che riesce a tenere in tensione le sonorità più acri, che si percepiscono come un grido straziante, con quelle più melodiche di strumenti come l’organo, il violoncello. Così afferma lo stesso Moore, descrivendo il nuovo album: «È come una preghiera per le anime straziate dalla guerra delle famiglie palestinesi. Abbiamo concordato, al di là delle parole, di offrire la nostra musica come attivismo sonoro e come energia benefica. Questo album è il nostro contributo alla dignità umana, è la nostra musica dell’anima per qualsiasi parvenza di un pianeta pacifico» (https://tinyurl.com/mrx5w7mt).
Eccetto la canzone conclusiva, tutti i brani sono strumentali, quasi che la voce si sia ritirata davanti a tanto sgomento e dolore; si lascia spazio solo alla musica e al suono nelle differenti voci degli strumenti. Il suono delle chitarre elettriche di Moore, distorte, sperimentali, ritmicamente forti, crea una tensione costante, producendo quasi il rumore assordante delle bombe della guerra, mentre di Kramer si riconoscono le intelaiature dei brani, con passaggi di organo e di archi di ampio respiro, che fanno da contraltare alle cupe atmosfere.
Così possiamo ascoltare, nel brano di apertura «Urn Burial», il suono incessante di un organo – che si ispira liberamente a Church of Anthrax di John Cale e Terry Riley – che sfida le ritmiche gravi, rituali, di tamburi, facendosi spazio tra rumori, sonorità dissonanti. In questo tripudio ritmico si sentono improvvise aperture musicali, che si ergono sopra la cacofonia, quasi una spinta verso una vita che necessita di pace e armonia. Di tutt’altro carattere è «The living theatre», in cui il suono del piano crea armonie delicate e rarefatte, ma sempre in tensione con il suono delle chitarre e dell’elettronica, che realizzano un sottofondo ostinato e metallico.
Il brano finale, «Insight», cover dei Joy Division, gruppo post-punk britannico della fine degli anni Settanta, è l’unico cantato: il tempo è calmo, un inizio pacato, cadenzato da una linea melodica del basso elettrico, su cui si appoggiano le voci. Queste si soffermano più volte sulla frase I’m not afraid anymore / Oh, I’m not afraid anymore («Non ho più paura / Oh, non ho più paura»), che diventa un mantra che si erge sul crescendo delle dissonanze e delle sonorità sempre più divergenti e caotiche; solo nel movimento finale anch’esse si sospendono improvvisamente, per lasciare nell’ascoltatore un senso di pace e profondità.
L’album They Came Like Swallows, attraverso le sue sonorità dirompenti e contrastanti, è capace di trasformare il rumore e il dolore della guerra in una preghiera strumentale universale, per i bambini di Gaza, ma anche per tutte le vittime delle guerre. Attraverso la sapiente combinazione di musica elettronica e aperture melodiche, Kramer e Moore offrono un’opera profonda e necessaria per la dignità umana. L’intero lavoro musicale non è un semplice grido di protesta, ma diviene un’autentica e sospirata invocazione di pace.