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Nel mese di settembre 2021 un gruppo di studiosi, con in testa il teo-
logo Piero Coda e il filosofo Massimo Donà, pubblicava il Manifesto. Per una ri-forma del pensare. Si era ancora nel mezzo del Covid-19 e l’iniziativa veniva presentata come una tra le più impegnative operazioni culturali dei nostri giorni, paradigma di lettura dei tempi: tempi che si auspicavano di rinascita, di relazione, di reciprocità, di complessità, puntando a ricollocare lo stesso pensiero teologico nell’esperienza cristiana ed ecclesiale, reinterpretando «la realtà nel suo concreto vivente». Il Manifesto era ed è il risultato di più di vent’anni di impegno scientifico e di ricerca di una comunità di esperti, che in maniera interdisciplinare e transdisciplinare si è posta il compito di curare le condizioni per un nuovo pensiero e una nuova visione della realtà in un momento di crisi sociale e spirituale.
Dal Manifesto ha poi preso avvio, per i tipi di Città Nuova, una collana di saggi che si propone come un dizionario di nuovo conio, dinamico e inclusivo, che vede come protagonista un gruppo di teologi e filosofi italiani animati da un intento pericoretico, quindi aperto all’apporto di quanti, provenienti da altri ambiti disciplinari e culturali, vogliono condividerne i contenuti e le finalità. Il Dizionario dinamico di ontologia trinitaria (Ddot) ha come suo primo obiettivo quello di «ripensare il pensiero» per riaprirlo al respiro di un orizzonte in cui si affaccia il mistero.
L’espressione «ontologia trinitaria» mira a trovare il senso dell’essere, e quindi anche della nostra esistenza, nella prospettiva trinitaria, nell’unità professata dalla dottrina della Trinità. Nel caso della Trinità cristiana, si tratta di una corrente d’amore che trasforma, illumina, genera una gradazione di vita totalmente diversa. Rifrazioni trinitarie. Un primo bilancio del Manifesto costituisce il decimo volume del dizionario ed è curato da Massimo Donà e Vito Limone, con i contributi redazionali di Piero Coda, Francesco Valagussa, Giulio Maspero, Massimo Marassi, Tommaso Bertolasi e Raul Buffo.
I diversi scritti qui raccolti riprendono quelli già presentati in occasione della giornata di studi sul tema: Ri-pensare il pensiero con il Dizionario dinamico di ontologia trinitaria, che ha avuto luogo nell’aprile del 2024 presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Essi mettono in evidenza la novità che il dizionario apporta sia dal punto di vista epistemologico, valorizzando il dialogo interdisciplinare e transdisciplinare, sia dal punto di vista ontologico, proponendo un’innovativa rilettura dell’ontologia alla luce della Rivelazione.
Come specificato nel saggio posto in premessa, il principale obiettivo è quello di stimolare un «ri-pensamento del pensiero», inteso come un invito rivolto ai filosofi e ai teologi affinché ripensino sé stessi in una prospettiva trinitaria. Quest’ultima è ritenuta l’unica visione che spinge ad abbandonare le vecchie impostazioni di pensiero, e in particolare ad abbandonare inutili contrapposizioni, come ad esempio quella tra immanentisti e trascendentisti, o quella tra unità e molteplicità, oppure quella heideggeriana tra essere ed ente. L’ontologia trinitaria vuole perciò dimostrare che le vetuste contrapposizioni filosofico-teologiche non hanno alcun senso, come accade appunto per l’uno e il molteplice, essendo la molteplicità inscritta nell’unità divina della Trinità. Ma la stessa forma trinitaria non può essere pensata se non dinamicamente, perché nella Trinità, «laddove si guarda l’uno si vedono i tre, e laddove si guardano i tre si vede l’uno» (san Gregorio di Nissa).
Nel dettaglio, sfogliando il libro troviamo sei saggi, dedicati rispettivamente al rapporto tra Rivelazione e ontologia, alla dinamica del Ddot, al nuovo pensiero per l’unità del molteplice, alla fenomenologia ontologico-trinitaria e alla relazione tra ragione filosofica e ontologia trinitaria. Segue poi un «Forum» sui volumi 7 e 8 del Ddot, intitolati rispettivamente «Tommaso d’Aquino» e «Fenomenologia e Rivelazione». Correda infine il volume una preziosa sezione denominata «Percorsi bibliografici», curata da Daniele Calzetta.