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Per lo studio della storia della Chiesa tra Sette e Ottocento il mondo del cerimoniale costituisce un osservatorio privilegiato di analisi. I rituali religiosi e politici accompagnano, fra tradizioni e mutamenti, le aspirazioni e gli orientamenti del papato dall’ultima fase dell’Ancien Régime a prima della Restaurazione, epoca segnata dai travagli generati dalla Rivoluzione francese e dall’esperienza napoleonica.
L’attuazione della cerimonialità pontificia, strumento di rappresentazione simbolica ed estetica dell’autorità papale e della persona stessa del papa come sovrano di uno Stato e capo della Chiesa universale, fu sottoposta a una difficile prova di persistenza, adattabilità e flessibilità per le inevitabili antinomie scaturite nel passaggio dal vecchio al nuovo sistema di valori del mondo restaurato.
A tale specifica materia di riflessione critica è dedicato questo dettagliato volume di Simone Raponi, sacerdote della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri (Roma). Lo studio, che offre una presentazione aggiornata di tutte le forme del cerimoniale – gesti, abiti, colori, manufatti preziosi e oggetti, siti, devozioni popolari, celebrazioni, tutti ricondotti al loro significato – espletate nel corso dei lunghi pontificati di Pio VI Braschi, Pio VII Chiaramonti e Leone XII della Genga, è frutto di un capillare processo di investigazione analitica sulle fonti edite (la trattatistica erudita) e inedite (diari, cronache, relazioni, memorie, regolamenti preparatori redatti con cura dai cerimonieri dell’Ancien Régime; viceversa, essenziali, se non laconici, quelli degli addetti alle cerimonie nel periodo della Restaurazione), e di un puntuale lavoro di spoglio e di confronto con la cospicua letteratura in merito.
Per strutturare le informazioni che si estendono in un considerevole arco temporale (1774-1823), il volume è diviso in due parti distinte e complementari, indicate dall’A. come «due macro-aree-rituali: una rivolta ad intra (nascita e morte del papa), l’altra rivolta ad extra (il papa e il mondo attraverso le cerimonie)». La prima parte tratta la cerimonialità sulla persona del pontefice con i tempi e i riti della sede vacante, del conclave, con relative variazioni dei luoghi (Vaticano, Venezia, Quirinale) e modalità di svolgimento della nuova elezione e dei funerali del papa. La seconda parte tratta le relazioni del pontefice con i protagonisti o i rappresentanti delle potenze internazionali, con particolare riguardo alle udienze, ai doni diplomatici, ai viaggi dei papi tra prigionia e sovranità (Pio VI e Pio VII), o alle udienze riservate ai sovrani in visita a Roma.
Riguardo all’attività dei cerimonieri coinvolti nell’organizzare i rituali, si osserva una ripetitività, che tuttavia diventa riduttiva o semplificata in rapporto al contesto, e che man mano, per l’esigenza di mantenere intatta la natura apostolica della sovranità papale, acquista una spiccata valenza spirituale a scapito della dimensione temporale, in un bilanciato equilibrio tra conservazione, compromessi e princìpi riformistici dello Stato restaurato.
Il volume contiene alla fine 33 tavole di incisioni, che fanno da supporto figurativo che integra e delucida il testo.