Illegio è un paese di 340 abitanti, a sette chilometri da Tolmezzo, principale centro della Carnia. Vi si arriva salendo la via ricavata di fronte al monte Amariana, fra le cime più alte del Friuli Venezia Giulia. Dal 2004 questa piccola località, ricca di storia e tradizioni, ha visto la presenza di oltre 750.000 visitatori, grazie alle mostre internazionali d’arte proposte annualmente. Una sfida vinta dall’Associazione Culturale Comitato di San Floriano che, grazie alle mostre, ha saputo salvaguardare un territorio, portandolo al centro dell’interesse culturale e dell’approfondimento artistico e religioso. Le mostre, di carattere tematico, ogni anno si caratterizzano per la presenza di opere di grande pregio, garantendo così originalità e preziosità al percorso espositivo.
«Il Dialogo» è il tema, la chiave di lettura scelta dal curatore don Alessio Geretti e sviluppata attraverso 52 opere (16 quelle provenienti da collezioni private, di cui alcune per la prima volta esposte al pubblico), di contesti artistici e culturali profondamente diversi, suddivise in sezioni e disposte nelle 11 sale del percorso espositivo.
Il tenore della mostra si rivela al visitatore fin dalla prima sezione, quella dedicata ai «Dialoghi d’amore»: l’amore che attraversa la storia dell’umanità e trova una prima rappresentazione con Rebecca al pozzo con Eliezer di Giambattista Tiepolo fino ad arrivare alla Lettera al campo di Giovanni Fattori e agli Amanti di Angelo Dall’Oca Bianca. Dialoghi d’amore rappresentati, a voler mantenere il filo conduttore della mostra, anche con le loro fratture e difficoltà, e che trovano un ultimo modello di perfezione senza uguali, riportando il visitatore nell’ambito del sacro, nella Trinità del Guercino, fra i maggiori maestri della Roma barocca del XVII secolo.
Il dialogo che anela alla maggiore conoscenza e al trascendente trova ulteriore sviluppo nelle sezioni i «Colloqui col mistero» – come è suggerito dalla ceramica attica del IV secolo a.C. raffigurante Skyphos con Edipo e la Sfinge –, «La ricerca della verità» e «Dialogo con il Cielo», che ci riportano al cristianesimo con la Disputa di Cristo con i dottori di Hendrick van Somer, Cristo e l’adultera di Polidoro da Lanciano, l’Ecce Homo di Francesco Hayez e L’incredulità di San Tommaso del Caravaggio (Firenze, collezione privata). Capolavori che ci parlano del Dio Logos che «si fa dialogo», che si fa luce capace di squarciare le tenebre e offrire la via della salvezza.
Del Caravaggio è anche un meno noto Sant’Agostino in meditazione (Londra, collezione privata), che apre la sezione dedicata al «Dialogo con il Cielo». Opere raccolte insieme dal filo rosso conduttore e rivelatore del fatto che «l’uomo può comprendere adeguatamente se stesso solamente se riconosce il fatto di essere una domanda di infinito».
Ma il dialogo non sempre riesce; l’unità nella differenza spesso porta al conflitto, come ci viene narrato nella sezione dei «Popoli sordi». Con drammatica attualità, a parlarci di guerre come risoluzione dei conflitti è una tela di Francesco Hayez, I Consoli milanesi lacerano e calpestano il decreto del Barbarossa.
Un piccolo gioiello del Picasso «classicista», un suo Arlecchino, caratterizza la sezione dedicata alle «Maschere», quelle che spesso indossiamo nei tanti contesti sociali, togliendo autenticità a ogni possibile dialogo con i nostri interlocutori.
Per dialogare occorre essere veri, occorre essere pienamente umani, come ci suggerisce l’ultima sezione, quella dedicata a «I dialoghi che ci hanno cambiati», quelli avuti con chi ci è stato maestro e quelli riconducibili alla preghiera. A raccontarci questo ambito del dialogo si presenta solenne Cristo e la Samaritana del Garofalo e, a chiudere un percorso ricco e articolato, che richiede costante attenzione al visitatore, La preghiera, ritratto intimo e composto di Gaetano Domenichini.