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COME COMUNICARE IN UNA SOCIETÀ POLARIZZATA

Diego Fares - Austen Ivereigh

Quaderno 4047

pag. 222 - 235

Anno 2019

Volume I

2 febbraio 2019

ABSTRACT – Qual è l’atteggiamento, la forma mentis necessaria per essere buoni comunicatori in un contesto in cui la polarizzazione vuole imporre la propria legge a ogni discorso pubblico o privato? La polarizzazione è un fenomeno antico quanto l’uomo; ma oggi tende a incrementarsi esponenzialmente di fronte a cambia­menti e incertezze su vasta scala. Anche nella Chiesa, in particolare negli Usa.

Papa Francesco nel suo ultimo messaggio per la Giornata mondiale delle comu­nicazioni sociali ha affermato: «Nei social web troppe volte l’identità si fonda sulla contrapposizione nei confronti dell’altro, dell’estraneo al gruppo: ci si definisce a partire da ciò che divide piuttosto che da ciò che unisce, dando spazio al sospetto e allo sfogo di ogni tipo di pregiudizio (etnico, sessuale, religioso, e altri)».

Il Papa propone quattro atteggiamenti che possono aiutarci a configurare la forma mentis necessaria per discer­nere come comunicare bene in una società polarizzata.

  1. Innanzitutto, non discutere con chi accusa e cerca di polarizzare. Afferma il Papa: «Con le persone che non hanno buona volontà, con le persone che cercano soltanto lo scandalo, che cercano soltanto la divisione, che cercano soltanto la distruzione, anche nelle famiglie: silenzio. E preghiera». Il silenzio evita che si rimanga impigliati nella spirale di accuse e condanne, dietro le quali c’è sempre lo spirito cattivo del «grande Accusatore». Si tratta di un atteggiamento opposto a quello di astrarsi o di disinte­ressarsi, che non è un’opzione, ma piuttosto una tentazione.
  2. Secondo, non lasciarsi confondere da false contraddizioni. Ha scritto papa Francesco ai vescovi cileni: «Fratelli, le idee si discutono, le situazioni si discernono. Siamo riuniti per discernere, non per discutere». Lo spirito cattivo, soprattutto in un contesto di tri­bolazione, cerca di trasformare i dissensi in conflitti. Per Guardini, la contraddizione è qualcosa che si dà soltanto nel pensiero e nel linguaggio, non nella realtà.
  3. Il discernimento che ci rafforza nel dire «no» alla discussione che polarizza ha il suo principio e fondamento in un «sì» più pro­fondo e radicale: il «sì» della Misericordia divina a tutto il crea­to. La misericordia «è la pienez­za della giustizia e la manifestazione più luminosa della verità di Dio».
  4. Si tratta, poi, di dire e di fare le cose «nello stile di Gesù», con un spirito buono, come diceva san Pietro Favre. L’espressione che usa Francesco è «dare testimonianza in dialetto», nel «dialetto materno». In sostanza, per comunicare bene, il punto decisivo è trovare il filo di quel linguaggio che è alla base della vita, là dove dietro le parole si nasconde la fonte della tenerezza che ha reso possibile la vita in comune di ogni famiglia, di ogni comunità e di ogni popolo.

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HOW TO COMMUNICATE IN A POLARIZED SOCIETY

How can we be good communicators when all public and private speech tends toward polarization? Pope Francis proposes four behavioral aspects. First of all, do not argue with those who accuse and try to polarize, and try not to be confused by false contradictions. Then, with deeds more than words, say “yes” to mercy as the highest paradigm; and do so in a maternal “dialect” that reaches the heart of every person in their own culture. Pope Francis wrote to the Chilean bishops: “Brothers, ideas are discussed, situations are discerned. We are gathered to discern, not to discuss.”

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