RECENSIONE

LE ETÀ DELLA VITA

Maurizio Schoepflin

Quaderno 4065

pag. 306 - 307

Anno 2019

Volume IV

2 Novembre 2019
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Italiano di nascita – nacque a Verona nel 1885 –, ma cittadino tedesco dal 1911 sino alla morte, che lo colse a Monaco di Baviera nel 1968, Romano Guardini è ormai da tempo considerato una delle figure più significative della cultura cattolica del XX secolo. Ordinato sacerdote nel 1910, dedicò molte delle sue energie all’attività educativa e all’insegnamento e, come è stato detto, «la cattedra divenne il suo pulpito».

Anche l’opera Le età della vita, di cui viene proposta la prima traduzione integrale in italiano a cura di Daniele Vinci, trova la sua origine all’interno di un ciclo di lezioni che Guardini, professore all’Università di Monaco, dedicò alla vita etica. Fin dagli inizi dei propri studi egli aveva manifestato un profondo interesse per la dimensione morale dell’uomo: un interesse che rimase sempre vivo in lui fino agli anni della piena maturità, ai quali appartiene anche il libro che stiamo esaminando.

Dal punto di vista squisitamente speculativo, la chiave interpretativa di questo scritto va ricercata nella teoria dell’«opposizione polare», che rappresenta il filo di Arianna dell’intera antropologia guardiniana, imperniata sull’idea che l’essere umano, come ha affermato Massimo Borghesi, «risulta modulato da una dialettica polare, da un movimento di opposti, polarmente orientati, la cui tensione, non risolubile, è il segreto della vita».

Con quale spirito Guardini si avvicina al susseguirsi delle varie fasi dell’esistenza? Risponde Vinci: «Ecco dunque l’ispirazione etico-pedagogica del discorso guardiniano: le età non vengono semplicemente descritte nel loro succedersi, ma ne vengono anche individuati i contenuti di valore che offrono i criteri per orientare e giudicare il processo di realizzazione etica».

Il libro ha avuto molta fortuna: la capacità dell’autore di delineare con poche, precise pennellate i vari momenti dell’esistenza, l’affabilità dello stile espressivo, il realismo con cui viene considerata la condizione umana non possono non affascinare il lettore.

Certo, oltre mezzo secolo non è passato invano: la vita dell’uomo di oggi è, per molti aspetti, molto diversa da quella che Guardini osservava quando compose l’opera. Tuttavia, nello scritto sono numerose le intuizioni e le indicazioni che mantengono tuttora un notevole valore: prima fra tutte, quella che invita ciascuno ad assumere, in ogni età della vita, le proprie ineludibili responsabilità morali. A questo riguardo, soffermandosi sul periodo della giovinezza, Guardini scrive le seguenti parole, che risultano particolarmente chiarificatrici: «I valori etici centrali si trovano in ciò che si definisce carattere: nell’istanza posta dall’essere veritieri, onesti, fedeli; dal coraggio e dalla costanza […]. Sono quei valori di cui soprattutto ha bisogno il giovane alla ricerca di sé; la necessità dei quali egli avverte in modo particolare, la cui esigenza, però, evita volentieri. Sono i valori cardine della personalità, realizzando i quali si costruisce davvero l’uomo etico e che, però, anche e proprio per questa ragione, costano lo sforzo maggiore».    

ROMANO GUARDINI
Le età della vita
a cura di DANIELE VINCI,
Brescia, Morcelliana, 2019, 176, € 15,00.

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