RECENSIONE

Massimo Recalcati

LA NOTTE DEL GETSEMANI

La notte del Getsemani

Angele Rachel Bilegue

Quaderno 4105

pag. 95 - 96

Anno 2021

Volume III

3 Luglio 2021
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Nella notte del Getsemani Gesù mostra la sua totale umanità. È una notte che parla della vulnerabilità della sua persona come uomo. Nello stesso tempo, essa parla di noi, della nostra condizione umana. Qui, la sofferenza non colpisce ancora il corpo di Gesù, ma la sua anima. In questo libro Massimo Recalcati, psicoanalista, direttore dell’Irpa (Istituto di ricerca di psicoanalisi applicata), intende mostrare come per la psicoanalisi e per il cristianesimo il momento del dolore sia un momento di verità.

Il libro è suddiviso in quattro parti, in cui vengono trattate altrettante tematiche. La prima – «Sofferenza e verità» – considera il momento che precede l’esperienza della croce: momento di solitudine e di abbandono vissuto da Gesù. In particolare, evidenzia la colpa dei sacerdoti nella condanna del Signore. Nel tempio, con i loro atteggiamenti essi hanno dimostrato di essere «l’immagine di una fede che ha dimenticato se stessa, che ha perso contatto con la potenza del desiderio, che si è insterilita nella gestione del potere; è quella di non avere bene interpretato la posta in gioco dell’eredità» (p. 7). I sacerdoti hanno interpretato l’eredità soltanto come una continuità, una replica e una ripetizione rituale. Non hanno compreso la persona di Gesù, e per questo hanno deciso di farlo morire.

L’autore considera la notte di Getsemani come uno spartiacque nella vita di Gesù: egli infatti non si era mai trovato a sperimentare la propria vulnerabilità e non aveva mai incontrato il carattere finito della sua umanità in modo così drammatico.

La seconda e la terza parte – «Il fraintendimento di Giuda» e «La mancanza assoluta» – sono caratterizzate dalla «caduta», che sembra cancellare ogni memoria della vita di Gesù. Infatti, «il tempo di successo e dell’affermazione si dimentica in fretta; la gloria del Messia viene prosciugata dalla violenza inarrestabile della sua caduta» (p. 19). La caduta, perché Gesù non è più acclamato dalla folla come durante la sua vita pubblica e l’ingresso a Gerusalemme, ma ora è rifiutato e messo a morte. Questo passaggio ha causato la sua sofferenza morale.

Recalcati affronta qui il tema del trauma del tradimento. In primo luogo, si tratta del tradimento di Giuda, che «rifiuta di riconoscere il valore del dono che ha ricevuto». Gesù come maestro del discepolo è svenduto, rinnegato, consegnato e tradito; la sua parola non contiene più alcuna verità. Il secondo tradimento è quello di Pietro, che però è diverso dal primo: «Il tradimento di Giuda è un tradimento voluto, deciso, assunto; mentre quello di Pietro entra in dissonanza con il suo essere, è innanzitutto tradimento di sé stesso» (p. 48). Pietro è sincero quando dichiara di amare Gesù: poi, infatti, saprà riconoscere il proprio errore, scoppiando in pianto. Le sue lacrime indicano un’apertura, una fiducia in Gesù; insegnano all’uomo che è possibile «cadere nel baratro del tradimento, non essere coerenti con la propria parola, contraddirsi, sbagliare, fallire, tradire il proprio desiderio» (p. 53). L’autore mette qui a confronto i due tradimenti: uno ripiegato in se stesso e l’altro aperto alla misericordia di Dio.

Nella quarta parte – «Incontrare il silenzio di Dio» – Recalcati riflette sulla preghiera di Gesù nel Getsemani, che si svolge in due momenti. Il primo è caratterizzato dalla supplica che egli rivolge al Padre. Questa prima preghiera cade nel vuoto, e Gesù sperimenta il silenzio di Dio. Egli «prega non come un Dio, ma come un uomo che si rivolge a Dio vissuto come padre. La cosa più sconcertante del Getsemani è il silenzio di Dio di fronte a questa invocazione» (p. 66). Nel secondo momento, Gesù accetta la volontà del Padre: «Padre mio se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà» (Mt 26,42). Gesù compie la sua libera scelta, aderendo alla volontà del Padre, e così porta a compimento il proprio destino. Questa seconda preghiera «non si limita a esaudire i voti dell’orante, ma modifica profondamente la sua postura consentendogli di avere un’altra visione delle cose» (p. 82).

MASSIMO RECALCATI
La notte del Getsemani
Torino, Einaudi, 2019, 104, € 14,00.

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