RECENSIONE

LA DIPLOMAZIA GIURIDICA

Daniela Condò

Quaderno 4055

pag. 515 - 517

Anno 2019

Volume II

1 giugno 2019

Questo volume di Alfredo Durante Mangoni e Giovanni Tartaglia Polcini mette in luce, in modo originale e innovativo, i compiti e le funzioni dello strumento della diplomazia giuridica, sottolineando il ruolo cruciale che essa può svolgere nell’attuale contesto socio-economico, in un campo differente dalla cooperazione giudiziaria e di polizia.

Le sue potenzialità vengono illustrate, con rigore scientifico e completezza sistematica, alla luce di significative esperienze nazionali e internazionali. La globalizzazione dell’economia costituisce una sfida per i sistemi giuridici nazionali, creando spesso disuguaglianze, conflitti e condotte devianti dell’economia. Pertanto occorre prevenire tali conflitti nelle relazioni nazionali e internazionali attraverso l’affermazione di una cultura della legalità che punti alla condivisione dei valori e dell’idea del bene comune.

Nella diversità degli ordinamenti, l’Italia rappresenta un modello che può essere declinato facendo leva sulla nostra competenza, sulle nostre strutture giuridiche, sui nostri percorsi di crescita virtuosi per la realizzazione di condizioni di sostegno ad ambienti economici legalmente orientati e sostenibili. In tale contesto, sottolineano gli autori, «la diplomazia giuridica può contribuire allo sviluppo di modelli normativi comuni, al cui interno valorizzare in particolar modo l’esperienza italiana di contrasto a rilevanti fenomeni criminali».

La diplomazia giuridica si affianca così al modello di diplomazia economica, riducendo il divario esistente fra la percezione e la corretta rappresentazione delle strategie di contrasto preminente in sede multilaterale. Così essa diviene un punto di riferimento sul piano tecnico, con riflessi positivi per il nostro Paese in termini di affidabilità e reputazione, legandosi anche alle sfide di sostenibilità, coerentemente con l’Obiettivo 16 dei Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite. La good governance delle nuove questioni globali richiede, infatti, istituzioni rinnovate non tanto nella sostanza, quanto nella capacità di interagire fra loro in modo più funzionale.

Una delle applicazioni più evidenti della diplomazia giuridica è il settore dell’anticorruzione, tema emergente dalla governance globale, che richiede un approccio interdisciplinare e olistico per progettare un’efficace attività di prevenzione e contrasto della corruzione. L’importanza di rimettere l’Italia al centro nella scena internazionale nella lotta ai fenomeni corruttivi passa anche attraverso la sistematizzazione di una materia così significativa e delicata. La promozione della lotta alla corruzione, infatti, coincide con la difesa e lo sviluppo del «Sistema Paese»: dalla business integrity delle aziende alla trasparenza di norme e leggi, al ruolo svolto dall’Autorità nazionale anticorruzione, dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, dalla DIA, dalla Guardia di Finanza e da altre istituzioni nella lotta ai fenomeni corruttivi e devianti.

Sono molte le lamentele e le accuse che si sentono nei confronti della giustizia italiana, ma il libro insiste piuttosto sull’importanza di concentrarsi sui suoi punti di forza, sulle discipline normative che sono veri prodotti da esportare, soprattutto in America Latina, ponendosi come promozione di una rule of law globale per i diritti. Anche nel settore dei programmi di natura tecnica in materia di sicurezza e di giustizia, finanziati da organismi internazionali di Paesi terzi, vi è un ampio potenziale per attività di cooperazione che rafforzino il dialogo politico e la collaborazione economica tra i Paesi.

La diplomazia giuridica – evidenziano gli autori – permette di trasferire, condividere ed esportare norme, istituti, modelli organizzativi e sistemi di valori, nella misura in cui individua e studia le best practices che si sono diffuse in una realtà specifica. Spesso avviene che modelli nazionali, indicati o riconosciuti come termini di riferimento, assurgano a standard nelle sedi multilaterali e, attraverso meccanismi convenzionali, finiscano per condizionare, permeandola, la legislazione nazionale di domani.

Per quanto riguarda la cooperazione, da quasi tre anni è attivo un Tavolo di lavoro presso la Farnesina (Direzione generale per la mondializzazione e le questioni globali, Dgmo), cui partecipano le istituzioni centrali del Paese. Si tratta di un modello innovativo per la Pubblica Amministrazione italiana, che dialoga con il settore privato e con la società civile, con un approccio multidisciplinare e intersettoriale.

Il risultato delle diverse attività di diplomazia giuridica è confluito in questo importante volume, che aspira ad essere, nell’ottica di una valorizzazione dell’immagine e degli strumenti del nostro Paese, una bussola per diverse categorie di lettori: dai cittadini curiosi di conoscere le iniziative diplomatiche verso un nuovo ambiente di legalità agli studenti delle Università e agli studiosi per l’arricchimento delle professionalità, alle Pubbliche Amministrazioni e alle Forze dell’Ordine.

ALFREDO MARIA DURANTE MANGONI – GIOVANNI TARTAGLIA POLCINI
La diplomazia giuridica
Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2019, 208, €. 20,00.

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