Jewish Family lighting Hanukkah Candles (iStock/Enzo Nguyen@Tercer Ojo Photography)

«EBREI» ED «EBRAISMO» NELL’INSEGNAMENTO CATTOLICO

Una rivoluzione nell’interpretazione

Quaderno 4055

pag. 417 - 431

Anno 2019

Volume II

1 Giugno 2019
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Il background dell’articolo. Nel corso dei secoli spesso ai cristiani si è insegnato a collegare le parole «ebrei» ed «ebraismo» con il regno del peccato e del male e si è sviluppato un «insegnamento del disprezzo», espressione coniata dallo storico francese ebreo Jules Isaac, un sopravvissuto alla Shoah.

L’insegnamento del disprezzo era basato su una determinata in­terpretazione dei testi biblici, sia del Nuovo che dell’Antico testamento. In epoca medievale, le leggi della Chiesa impressero forme so­ciali e politiche a tale insegnamento, mettendo in guardia i cristiani nei confronti degli ebrei. Nel XX secolo, già pri­ma del Concilio Vaticano II, pensatori cattolici come Jacques Maritain, Henri-Marie de Lubac e Edward Flannery avevano cominciato a rendersi conto del legame esistente tra il tradizionale insegnamento catto­lico sugli ebrei e sull’ebraismo e lo sviluppo del moderno antisemi­tismo razziale.

Jewish Family lighting Hanukkah Candles (iStock/Enzo Nguyen@Tercer Ojo Photography)

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Perché l’articolo è importante? 

Perché dimostra che la Chiesa ha chiaramente rigettato l’insegnamento del disprezzo, analizzando punto per punto come ne siano stati smantellati i capisaldi. È importante spiegarlo e renderlo noto perché ancora oggi alcune voci strumentalizzano quella «dottrina» sia per attaccare la Chiesa sia per trovare sostegno a posizioni razziste falsamente giustificate dalla religione.

  • Il compito complesso di sman­tellare questo insegnamento è iniziato con l’adozione di un approccio storico e critico ai testi della Bibbia. Nel 1943 Pio XII pubblicò l’enciclica Divino afflante Spiritu, in cui si sottolineava l’importanza della ricerca linguistica, testuale, critica e storica nello studio dei testi biblici.
  • Il passaggio a un «insegnamento del rispetto» è avvenuto in particolare attraverso l’opera degli ultimi Papi, da Giovanni XXIII a Francesco, i documenti del Vaticano II – in specie la Nostra aetate – e quelli della Commissione per i rapporti religiosi con l’ebraismo e della Pontificia Commissione Biblica. 

Quali sono le domande che l’articolo affronta?

  • È possibile, in base al testo biblico, accusare «gli ebrei» in quanto tali di aver ucciso Gesù?
  • È possibile, in base al testo biblico, sostenere che «gli ebrei» si sono ostinati nel loro rifiuto ad accettare Gesù, fino ai nostri giorni?
  • Perché e con quale scopo è stato sottolineato per secoli il di­battito quasi sempre polemico, e talvolta violento, tra Gesù e le au­torità religiose del suo tempo?
  • Quale valore e dignità hanno per la Chiesa l’Antico Testamento e l’interpretazione ebraica del testo biblico?

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“JEWS” AND “JUDAISM” IN CATHOLIC TEACHING. A revolution in interpretation

Over the centuries, Christians have often been taught to associate the words ‘Jews’ and ‘Judaism’ with the realm of sin and evil. This has been a consequence of a misinterpretation of biblical texts, and from which a ‘teaching of contempt’ has developed. The transformation of contempt to a ‘teaching of respect’ has been present in the work of Popes, from John XXIII to Francis, the documents of Vatican II – in particular Nostra aetate – and those of the Commission for religious relations with Judaism and the Pontifical Biblical Commission. The Catholic Church still has a long way to go to eradicate all forms of this ‘teaching of contempt’, while discerning what is essential for its faith and what it is in contradiction with it.

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