RECENSIONE

GEREMIA. LAMENTAZIONI

Quaderno 4035-4036

pag. 325 - 326

Anno 2018

Volume III

4 Agosto 2018
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Questo volume fa parte di una collana tradotta, con adattamenti, dall’edizione americana dell’Ancient Christian Commentary on Scripture. Nata in ambiente protestante, essa ha goduto – e gode, perché non è ancora terminata – di un notevole successo. L’idea è quella di utilizzare la grande ricchezza di interpretazione accumulata nei primi secoli del cristianesimo, l’epoca dei Padri della Chiesa. Sono riportati testi di autori principalmente di lingua greca e latina, ma sono inclusi anche scrittori di area siriaca, come Efrem. Il periodo va dalla fine del I secolo (Clemente Romano) a Beda il Venerabile († 735).

I commenti patristici alla Scrittura sono nati principalmente non come opera erudita, di scuola, bensì come frutto di predicazione. Da qui il particolare tipo di esegesi, che mira sempre all’attualizzazione, nel contesto dei sacramenti e della vita della Chiesa. Per l’Antico Testamento, i Padri non lavoravano sui testi originali (ebraico o aramaico), ma su versioni (greca, latina e siriaca). Si possono trovare così delle differenze tra le traduzioni di oggi, fatte sull’originale, e i commenti dei Padri.

Questo volume presenta il testo del profeta Geremia (ca. 627-580 a.C.) e delle Lamentazioni, che nel passato erano attribuite a lui, ma che oggi sono considerate opera di un autore sconosciuto, che è stato spettatore della rovina di Gerusalemme e piange su di essa.

Il libro di Geremia è uno dei più suggestivi dell’Antico Testamento, perché è al tempo stesso profezia e biografia del profeta. Il suo ministero inizia con la celebre «vocazione» (Ger 1,1-5), si accende di speranza con la riforma di Giosia (622 a.C.), ma finisce tragicamente con la caduta di Gerusalemme nel 586 e la deportazione a Babilonia. Geremia sarà costretto ad accodarsi a dei fuggiaschi che cercano riparo in Egitto. La profezia raggiunge con questo profeta il vertice nella promessa della «nuova allean­za», quella scritta nel cuore (Ger 31,31-34), che Gesù dirà realizzata nel dono del suo sangue e del suo Spirito (cfr Lc 22,20; Eb 8,8-12; 10,16-17; 2 Cor 3,5-6).

Molti Padri della Chiesa hanno commentato tutto o in parte il libro di Geremia e le Lamentazioni: Origene (185-254), Girolamo (345-420), Teodoreto di Cirro (393-460) e altri. A partire dal V secolo si iniziarono a formare dei commenti biblici, unendo insieme passi dei vari Padri, detti «catene». Il presente volume è a suo modo una «catena». In essa, più che una spiegazione del testo di Geremia, si possono trovare quelle che erano le preoccupazioni pastorali dei Padri. La Bibbia, nella sua unitarietà, era infatti per loro una guida per la vita cristiana.

Il volume offre degli utili indici: scritturistico, dei nomi e delle fonti. All’inizio di ogni sezione è riportato il testo biblico secondo la traduzione della Cei. Sarebbe stato utile mettere anche in esponente la cifra dei versetti, per poter più facilmente passare dal commento patristico al testo biblico.

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