PINO PUGLISI: PRETE E MARTIRE

Quaderno 4035-4036

pag. 298 - 310

Anno 2018

Volume III

4 agosto 2018

ABSTRACT – «Il Vangelo, la mafia, le periferie»: poche parole riassumono la biografia di p. Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio assassinato il 15 settembre 1993. P. Pino non era solo un uomo di fede, un educatore dei giovani e un punto di riferimento per le famiglie, ma anche un prete di frontiera, fedele al Vangelo fino all’estremo sacrificio, in un quartiere dominato dalla mafia e dalla cultura di morte.

Puglisi è il primo parroco della Chiesa cattolica a essere stato proclamato beato per martirio perpetrato dalla mafia. Infatti, all’origine dell’omicidio era il capo di Cosa Nostra, Leoluca Bagarella, che aveva deciso quella morte, perché p. Pino era «prete».

Se qualcuno interpretasse quella morte come un errore a cui i mafiosi avrebbero rimediato per far ritornare tutto come prima, sbaglierebbe. Il parroco non faceva concorrenza alla mafia, ma opponeva semplicemente il Vangelo alla cultura mafiosa. E p. Pino lo faceva non in modo ambiguo o nascosto, ma nella maniera più chiara possibile, alla luce del sole.

Due mesi prima della morte, in un’omelia, egli denunciava pubblicamente le minacce che lo bersagliavano da un anno: «Oggi mi rivolgo ai protagonisti delle intimidazioni che ci hanno bersagliato. Parliamone, spieghiamoci! Vorrei conoscervi e conoscere i motivi che vi spingono a ostacolare chi cerca di educare i vostri figli al rispetto reciproco, ai valori della cultura e della convivenza civile. La Chiesa ha già colpito con la scomunica chi si è macchiato di atroci delitti come i cosiddetti uomini d’onore. Io posso soltanto aggiungere che gli assassini, coloro che si nutrono di violenza hanno perso la dignità umana. Sono meno che uomini, si degradano da soli, per le loro scelte, al rango di animali». E rivolgendosi all’assemblea: «Non è da Cosa nostra che potete aspettarvi un futuro migliore per questo quartiere. Il mafioso non potrà mai darvi una scuola media o un asilo nido dove lasciare i bambini quando andate al lavoro. Perché non volete che i vostri bimbi vengano a me? […] Noi chiediamo a chi ci ostacola, di riappropriarsi della umanità ed io sono disponibile ad accompagnarli in questo cammino. […]. Abbiamo avuto la conferma che tutto ciò voleva essere un avvertimento contro il nostro operato. Ma noi andiamo avanti. Perché, come dice San Paolo: “Se Dio è con noi, chi sarà contro di noi?” (Rm 8,31)».

A 25 anni dalla morte, papa Francesco si reca a Brancaccio per ricordare un parroco santo. Con la sua fine, p. Pino ha segnato anche paradossalmente la sorte della mafia omicida: avendo ucciso il parroco senza veri “motivi mafiosi”, ciò costituiva un segno che il fenomeno mafioso si era esaurito. È il suo vero, incomparabile miracolo.

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PINO PUGLISI: PRIEST AND MARTYR

«The Gospel, the mafia, the suburbs»: just a few words which sum up the biography of Fr. Pino Puglisi, the parish priest of Brancaccio who was murdered September 15, 1993. Fr. Pino was not only a man of faith, an educator of the young and a point of reference for families, but also a priest on the border, faithful to the Gospel to the point of extreme sacrifice, in a district dominated by the mafia and the culture of death. On May 25, 2013, the Church recognized him as a martyr and proclaimed him blessed. 25 years after his death, Pope Francis went to Brancaccio to remember a holy parish priest. With his death, Fr. Pino also marked the fate of the homicidal mafia. It is this his true, incomparable miracle.

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