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SCIENZA E VIRTÙ

Quaderno 4125

pag. 221 - 229

Anno 2022

Volume II

7 Maggio 2022
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Da tempo la riflessione epistemologica incrocia l’etica, e viceversa, rimettendo in discussione la loro presunta incompatibilità. Si pensi all’analisi del linguaggio morale in sede di filosofia analitica, o alla verificabilità degli asserti valoriali compiuta dal neopositivismo, o al riconoscimento dei valori e delle credenze presenti nella ricerca da parte dell’epistemologia contemporanea: problematiche che, pur giungendo da ambiti differenti, si mostrano sempre più intrecciate nel dibattito odierno. Alcune ricerche condotte in proposito entrano in merito a questa specifica tematica, presente, anche se in maniera implicita, nei procedimenti propri dell’indagine scientifica.

L’osservazione

L’osservazione è l’atteggiamento fondamentale di ogni indagine, un atteggiamento essenzialmente selettivo e affettivo. San Tommaso notava che ubi amor, ibi oculus («Dove c’è amore, lì si posa l’occhio», 3 Sent., d. 35, 1, 2, I): l’atto di vedere, mettendo a fuoco qualcosa e lasciando il resto sullo sfondo, manifesta il desiderio che abita il cuore, il vero motore dell’attenzione. A sua volta, l’osservazione influisce sulle abitudini e sulla personalità di chi la compie, ne plasma la mentalità e il modus operandi.

Ritenere che l’approccio scientifico alla realtà sia del tutto asettico e distaccato è stato uno degli assunti più condivisi della filosofia moderna. Si è cercato di giustificarlo, con Locke, ricorrendo alla distinzione tra qualità primarie (legate alla forma e alla quantità), ritenute oggettive e indipendenti dal soggetto, e qualità secondarie (colore, odore e gusto), influenzate dall’osservatore e quindi soggettive. Secondo il filosofo inglese, solo le prime possono essere oggetto di indagine scientifica.

Tuttavia, esaminando più a fondo la questione, tale distinzione si rivela insostenibile: il punto di vista dell’osservatore è imprescindibile anche nella maniera con la quale si percepisce la forma; inoltre, risulta problematica la nozione stessa di «mondo» che l’epistemologia contemporanea riconosce essere una costruzione mentale dell’essere umano…

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