L’ARRESTO DI STAN SWAMY

Quaderno 4090

pag. 349 - 355

Anno 2020

Volume IV

21 Novembre 2020
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Il contesto dell’articolo. L’8 ottobre 2020 p. Stan Swamy è stato arrestato nella città di Ranchi, a Bagaicha, centro di ricerca e formazione dei gesuiti dedicato all’istruzione e all’e­mancipazione degli adivasi, «i più oppressi tra gli indiani». In tutta l’India si sono svolte – e ancora si svolgono, al moto StandWithStan – mani­festazioni in forma pacifica per chiedere la liberazione dell’anziano gesuita.

Perché l’articolo è importante?

L’articolo legge questa vicenda di cronaca dentro il contesto. In India, infatti, la Chiesa è apprezzata per la sua azione nel campo dell’istruzione, in quello sanitario e nelle opere sociali; tuttavia l’opinione pubblica reagisce diversamente quando esponenti della Chiesa si impegnano in attività di promozione della dignità umana e dei diritti umani.

L’articolo in particolare spiega perché l’esempio di p. Stan dovrebbe accendere l’immaginazione della Chiesa cattolica e consentirle di scoprire la propria vocazione profetica, in un momento di cambiamenti senza precedenti, in cui la diversità e la pluralità – che finora sono stati valori indiscussi della nazione – vengono minacciate e con esse l’idea stessa dell’India.

In un videomessag­gio diffuso pochi giorni prima del suo arresto, p. Swamy ha dichiarato: «Tutti sappiamo che autorevoli in­tellettuali, avvocati, scrittori, poeti, attivisti, leader studenteschi vengono imprigionati soltanto perché hanno espresso dissenso o hanno messo in questione i poteri forti che operano in India. […] In un certo senso, sono felice di far parte di questo processo, perché non ne sono uno spettatore silenzioso ma un componente attivo, sono in gioco e pronto a pagarne il prezzo, quale che sia».

Quali sono le domande che l’articolo affronta?

  • Qual è il nucleo dell’attività di p. Swamy in favore dei diritti degli adivasi?
  • Perché l’azione di p. Swamy mette a disagio i detentori dell’au­torità, del potere e della ricchezza?

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STAN SWAMY’S ARREST. The need for a prophetic church

In India, the Church is appreciated for its action in the fields of education, health care and social work; however, public opinion reacts differently when Church leaders, especially priests and religious, engage in activities promoting human dignity and human rights. This is the case of Stan Swamy, an 83-year-old Jesuit, who for decades has dedicated himself to defending the rights of the Adivasis, who are «the most oppressed among the Indians», and for this reason he has recently been arrested. Stan’s example can fire the imagination of the Catholic Church and allow it to discover its prophetic vocation.

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