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IL CATTOLICESIMO DAVANTI ALL’ORDINE MONDIALE ILLIBERALE

Quaderno 4050

pag. 521 - 533

Anno 2019

Volume I

16 marzo 2019

ABSTRACT – L’ordine mondiale liberale (Liberal World Order), che si è svi­luppato alla fine della Seconda guerra mondiale – con istituzioni come le Nazioni Unite, la Banca mondiale, la Corte penale internazionale etc – ed è maturato dopo le rivoluzioni europee del 1989, è in crisi. Valori come i diritti umani, lo Stato di diritto, la democrazia, la libera cir­colazione, il pluralismo religioso e culturale e il libero scambio oggi vengono messi in discussione.

L’ordine mondiale liberale ha coinciso con la globalizzazione: non si è trattato soltanto dell’integrazione economica, ma anche del crescere dell’in­tegrazione sociale e politica e del moltiplicarsi e rafforzarsi di reti e istituzioni globali.

Nell’epoca successiva al Concilio Vaticano II il cattolicesimo sociale, che si ispira alla dottrina sociale della Chiesa, si è intrec­ciato con quei movimenti e istituzioni che avevano contribuito a costituire l’ordine mondiale liberale. Se la Dichiarazione universale dei diritti umani è stata pubblicata nel 1948, l’enciclica Pacem in terris (PT) di Giovanni XXIII, pubbli­cata nel 1963, è divenuta il fulcro della teologia politica cattolica del XX secolo, come pure il motivo ispiratore del movimento cattolico per i diritti umani. La Pacem in terris si distaccò dall’eredità dell’an­timodernismo romano del XIX secolo, accettando la democrazia, la partecipazione popolare, le Costituzioni scritte e la divisione dei po­teri.

D’altra parte, fin dal Concilio Vaticano, l’idea di sviluppo sostenuta dalla Chiesa si è subito discostata dall’ottica econometrica dei governi, delle agenzie internazionali e degli economisti, che misuravano lo sviluppo in termini di crescita economica aggregata. Al contrario, l’insegnamento della Chiesa ha insistito sul fatto che ciò che contava era il miglioramento generale del benessere so­ciale, compreso il godimento, da parte dell’intera popolazione, di beni sociali quali l’istruzione, l’assistenza sanitaria e le aree verdi: uno «sviluppo umano integrale» come lo definì san Paolo VI. Di fatto, la Chiesa ha affrontato in modo critico il tema della glo­balizzazione decenni prima che esso diventasse oggetto abituale di di­scussione dei giornalisti e degli intellettuali

Ora, quale ruolo in futuro potrà e dovrà avere la Chiesa di fronte all’avanzare di un ordine mondiale illiberale, caratterizzato da democrazie elettorali guidate da governanti autocratici, dove la xenofobia e l’etno-nazionalismo sono in aumento, il sovvertimento dello Stato di diritto diventa una cosa normale, l’abuso dei diritti umani non viene più stigmatizza­to, e il disprezzo per gli obblighi imposti dai trattati, per il diritto internazionale e per le organizzazioni internazionali è frequente?

Si possono proporre tre modelli di strategia socio-pastorale secondo le immagini del servizio, della convocazione e della profezia.

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CATHOLICISM IN FRONT OF THE ILLIBERAL WORLD ORDER

The liberal world order, i.e. the set of international institutions, rules and practices, developed at the end of the Second World War and which further matured after the European revolutions in 1989, is now facing a crisis. This article examines the close, but not uncritical, relationship between the social doctrine of the Church, its socio-pastoral strategies and the liberal world order over the last seventy years. It also investigates the future role of the Church in an illiberal world order, proposing three models of socio-pastoral strategy according to the images of service, convocation and prophecy.

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