DA FRANCESCO A MOZI: «AMICIZIA SOCIALE» E «AMORE INCLUSIVO»

Quaderno 4096

pag. 390 - 395

Anno 2021

Volume I

20 Febbraio 2021
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Il contesto dell’articolo. L’enciclica Fratelli tutti propone all’umanità di vivere un tipo di fraternità che «integra e raduna». Questo articolo riecheggia il pensiero di un autore cinese, Mozi (墨子, 479-392 a.C., tra Confucio e Mencio), che ha fatto dell’amore inclusivo una caratteristica della sua dottrina.

Perché l’articolo è importante?

L’articolo esamina in particolare due estratti dal «Libro del maestro Mo». La sua idea è che non si può negare al padre, al Paese o all’amico dell’Altro l’attaccamento attivo che si manifesta per il proprio padre, per il proprio Paese o per il proprio amico. Interessante la metafora della tintura, che si conclude così: «Quando si tinge, non si può essere mai troppo prudenti».

D’altra parte, l’atteggiamento inclusivo ci porta «a fare agli altri quello che facciamo a noi stessi». Secondo Mozi l’amore reca benefìci reali solo se si astiene dalla parzialità, dalla discriminazione, dalla creazione di gerar­chie. Si tratta di un capovolgimento rispetto alla cultura del suo tempo ed è stato probabilmente all’origine del fascino esercitato da Mozi, il quale però, a partire dalla dinastia Han, divenne una figura margina­le nel dibattito intellettuale cinese. In ogni caso, conclude l’articolo, il pensiero di Mozi ci fa capire perché i classici cinesi devono entrare a far parte del dibattito attraverso il quale oggi cerchiamo di avanzare verso una fraternità senza frontiere.

Quali sono le domande che l’articolo affronta? 

  • Quali consonanze si possono rinvenire tra l’ «amore inclusivo» evocato dal pensatore cinese Mozi e il concetto di «amicizia sociale» usato da papa Francesco in Fratelli tutti?
  • Su quali basi comuni possiamo fondare un ordine sociale giusto?

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FROM FRANCIS TO MOZI: «SOCIAL FRIENDSHIP» AND «INCLUSIVE LOVE»

The encyclical Fratelli tutti proposes that humanity experience a sort of fraternity that “integrates and gathers”. This article echoes the thought of a Chinese author, Mozi (479-392 B.C.), who made inclusive love a feature of his doctrine. His idea is that one cannot deny to one’s father, one’s country or to the friend of the other the active attachment one manifests to one’s own father, country, or friend. On the other hand, inclusive behavior leads us “to do unto others as we do unto ourselves”. Mozi’s thought helps us understand why the Chinese classics must become part of the debate through which we seek to advance towards a fraternity without borders today.

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