BEETHOVEN: 250 ANNI DALLA NASCITA

Quaderno 4082

pag. 190 - 195

Anno 2020

Volume III

18 Luglio 2020
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Il contesto dell’articolo. In vista del centenario della nascita di Ludwig van Beethoven (16 dicembre 1770), l’articolo commenta quella che lo stesso grande compositore considerava la sua opera più importante, la Missa solemnis.

Perché l’articolo è importante?

La nota premette un breve profilo del compositore, sebbene tra i grandi musicisti dell’Ot­tocento tedesco, Beethoven sia certa­mente quello più conosciuto e fre­quentato. Anche la storia della sua vita e della sua personalità è stata straor­dinariamente divulgata. La popolarità di cui ha costante­mente goduto dipende certamente anche dal fatto che egli cer­cò sempre libertà e indipendenza, dignità per l’uomo, amore per l’u­manità. Beethoven fu il primo a spezzare i rap­porti di subordinazione –, meglio, di sudditanza – che solevano legare gli artisti all’aristocrazia.

L’articolo poi esamina più nel dettaglio la Missa solemnis, composta come dono e in onore dell’arcidu­ca Rodolfo d’Asburgo in occasione della sua consacrazione episcopale. Di questa composizione si mette in rilievo la genesi e, forse, l’ambiguità. Composta sul testo della Messa romana, dagli ascoltatori e da molti interpreti è vista come tributo del «cattolico» artista alla fede della Chiesa. Altri interpreti la intendono come espressione del deismo illuministico professato dal suo creatore. Forse, il giudizio più equilibrato resta quello di Eduard Herriot, secondo il quale la Missa solemnis possiede un suo accento religioso, qualunque ne sia la religione.

Quali sono le domande che l’articolo affronta?

  • La Missa solemnis di Beethoven è davvero una testimo­nianza di fede del musicista alla Chiesa cattolica?
  • In che senso, comunque la musica possederebbe, sempre e intrinseca­mente, una componente religiosa?

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BEETHOVEN: ON THE 250TH ANNIVERSARY OF HIS BIRTH
On the occasion of the 250th anniversary of Beethoven’s birth (December 16th, 1770), the article comments on what the great composer himself considered his most important work, the Missa solemnis. The genesis and, perhaps, the ambiguity of this composition is highlighted. Composed on the text of the Roman Mass, it is viewed by listeners and many performers as a tribute by the “Catholic” artist to the faith of the Church. Other interpreters understand it as an expression of the Enlightenment deism professed by its creator.

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