RECENSIONE

LETTERE IN BOTTIGLIA

Ai nuovi nati questo vostro Duemila

Quaderno 4064

pag. 197 - 198

Anno 2019

Volume IV

19 Ottobre 2019
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Le «lettere in bottiglia» di Raniero La Valle sono dedicate a papa Francesco, «perché ha molto amato», e ai nati del nuovo millennio, per aiutarli a capire «il loro Duemila». L’autore è uno dei pochi che abbia vissuto il Novecento e possa ancora gettare uno sguardo di trepidazione e di amore ai giovani di oggi. Sono «lettere in bottiglia», perché hanno già viaggiato e forse sono anche giunte a destinazione, ma, invece di perdersi, hanno preso la via del mare «della modernità», in modo povero, per giungere a ignoti destinatari che potrebbero un giorno trovarle, leggerle e perfino trarne beneficio.

Molte lettere sono nate come «Notizie» del sito Chiesa di tutti, Chiesa dei poveri e giungono fino ai nostri giorni, fino al recente documento di Abu Dhabi, in occasione del quale papa Francesco è stato accusato di eresia per aver sottoscritto l’unità e la fraternità umana pur nel «pluralismo e [nel]le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua, che sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa sapienza divina è l’origine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi» (p. 231).

La Valle, scrittore, intellettuale, parlamentare per quattro legislature, già direttore del Popolo e dell’Avvenire d’Italia al tempo del Concilio, protagonista dell’Italia repubblicana, raccoglie in questo volume, quasi un testamento, la sua riflessione politica e spirituale, per capire «che cosa ci sta succedendo» (p. 249). Le «lettere» tuttavia non vogliono essere una memoria del passato, ma una finestra sul futuro, per cogliere i nuovi «segni dei tempi» che solcano la storia. Essi sono davvero molti: «Non era mai successo che i banchieri di tutto il mondo fossero uniti e i poveri invece divisi. Non era mai successo che ci fossero più scartati ed esclusi che sfruttati ed oppressi. Non era mai successo che si progettassero guerre in cui si muore da una parte sola [a causa dei droni…]. Non era mai successo che il naufrago potesse erompere nel grido: “Terra! Terra!”, ma la terra gli si negasse, i porti gli fossero chiusi in faccia. Non era mai successo che dire “uomini” non fosse la stessa cosa che dire “nati da donna”: non è più veramente necessario che siano due in una carne sola. […] E non era mai successo che col caldo saltasse il chiavistello delle acque e il mare divenisse più alto delle città e della terra […]. E non era mai successo che il denaro fosse messo sul trono come l’unico sovrano, che dieci ricchi ne avessero più che miliardi di poveri, e che non ci fossero al posto suo altri sovrani, né uomini, né donne, né popoli» (p. 14).

Fortunatamente, si dà anche un’altra novità: la svolta di un Papa che è venuto «dalla fine del mondo»: non solo – ribadisce l’autore – nel senso che è venuto dall’Argentina, bensì «dalla fine del mondo nel senso del tempo, del tempo della fine. […] Francesco vede profeticamente un mondo che rischia la fine, e prima che questo accada gli indica la via per scongiurarla» (p. 80). Questa via è costituita dalla misericordia evangelica, che riassume l’intero programma del suo pontificato. Essa contrasta i due processi storici che oggi minano il mondo alla radice: quello di una Terza guerra mondiale fatta a pezzi e il processo che sta inquinando e distruggendo la terra. Di qui l’analisi positiva per la sanabilità della storia che Francesco opera con il Vangelo, mediante una saldatura della Chiesa del Concilio con il mondo moderno.

Fin dall’inizio, il pontificato di Francesco si è rivelato, oltre che profetico, anche «messianico». Questo termine di per sé significa semplicemente «cristiano». Ma il messianismo di Francesco consiste nel mostrare che il Signore ancora ci parla, rendendosi presente nella «sterminata moltitudine di uomini, di donne, di poveri che lui ama» (p. 126). Il Signore si rivela così non un Dio dei potenti e dei dominatori, ma un Dio dei miseri, dei naufraghi, degli emarginati, fino a scambiarsi con loro nella sofferenza.

Ripercorrendo la storia degli ultimi anni in Italia, in Europa e nel mondo, l’autore mette a fuoco la speranza che la salvezza sia sempre possibile, nonostante la violenza, le guerre, il razzismo, l’esclusione, il dissesto ambientale e l’asservimento al denaro. Con un’eccezionale prospettiva: «Da almeno 50 anni è all’ordine del giorno una grande opera riformatrice […], per trasferire il costituzionalismo postbellico sul piano mondiale e creare una comunità mondiale di diritto, poliedrica e policentrica, in cui il soggetto politico sovrano sia l’umanità stessa» (p. 52).

RANIERO LA VALLE
Lettere in bottiglia. Ai nuovi nati questo vostro Duemila
San Pietro in Cariano (Vr), Gabrielli, 272, € 17,00.

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