"Babel" (Pieter Bruegel il Vecchio)

LA CITTÀ NELLA BIBBIA: DA LUOGO DI ALIENAZIONE A DONO DI DIO

Quaderno 4064

pag. 105 - 115

Anno 2019

Volume IV

19 Ottobre 2019
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Il contesto dell’articolo. La nascita dei primi insediamenti urbani nel mondo antico, soprattutto nell’ambito del Vicino Oriente, costituisce uno snodo epocale, che segna un decisivo avanzamento tecnologico, econo­mico e sociale. E, in un certo senso, possiamo dire che sin dalle origini la città si rivela come uno dei protagonisti anche del racconto biblico.

Perché l’articolo è importante?

L’articolo espone alcuni esempi di come la città sia entrata nell’immaginario biblico e con quale valenza.

Già nei racconti delle origini appare subito una contrapposizione tra nomadi e agricoltori. Caino è lavoratore del suolo, mentre Abele è pastore di greggi. Le attività dei due fratelli presup­pongono l’una la stanzialità, necessaria per le coltivazioni affinché chi semina possa attendere il tempo della mietitura, e l’altra il no­madismo, alla ricerca di pascolo per le greggi.

Questo, come altri esempi dettagliati nell’articolo (la vicenda di Lamec, Babele, la tenda di Abramo e la città di Sodoma) mostrano in buona sostanza come il mon­do biblico manifesti una diffidenza verso la città e la vita che in essa si conduce.

Eppure, come viene spiegato nella seconda parte dell’articolo, nel mondo biblico è presente un modello di città che non è sol­tanto un’impresa umana, frutto di conquiste tecnologiche che rin­chiudono gli abitanti tra le mura di una falsa sicurezza, generando una società dispotica e omologante. La città può essere, infatti, un dono gratuito che viene direttamente da Dio, come la Gerusalemme nuova dell’Apocalisse, città-giardino che scende dal cielo. Non si tratta semplicemente di un nostalgico ritorno al paradiso perduto: il regno di Dio sorge in mezzo alla società degli uomini in una rinnovata comunione tra cielo e ter­ra, dove non ci sono più morte, lutto, violenza, affanno e dove gli esseri umani possono vivere da «concittadini dei santi e familiari di Dio» (Ef 2,19).

Quali sono le domande che l’articolo affronta?

  • In che modo la città entra nell’immaginario biblico?
  • La forma di vita nella città è recepita e accolta con favore, oppure viene guardata con sospetto?

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THE CITY IN THE BIBLE: FROM A PLACE OF ALIENATION TO A GIFT FROM GOD

The foundation of the first urban settlements in the ancient world was an epochal turning point, which marked a decisive technological, economic and social advancement.  How did the city enter the biblical imagination? The examples of Cain and Lamec, Babel, Sodom and Gomorrah show how wary Scripture is of urban societies. Yet, in the biblical world there is also a model of a city that is not only a human enterprise, for the city can be, in fact, a gift that comes directly from God, like the new Jerusalem, a garden-city that descends from heaven (cf. Rev 21-22).

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