RECENSIONE

LA «SOVRABBONDANZA» NEL BAROCCO

Francesco Cultrera

Quaderno 4083-4084

pag. 341 - 343

Anno 2020

Volume III

1 Agosto 2020
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Il volume raccoglie gli Atti del Convegno sul barocco, tenutosi a Palermo, presso la Facoltà Teologica Siciliana, il 22 giugno 2018. Secondo i curatori – Valeria Viola, Rino La Delfa, Cosimo Scordato –, una polarità contrappone riformatori e cattolici: la grazia. I riformatori affermano: sola gratia; il Concilio di Trento risponde tota gratia. La prospettiva di tota grazia è una chiave di lettura del barocco? Il volume riflette sull’interrogativo attraverso due sezioni: la prima si snoda lungo le «variazioni sulla sovrabbondanza»; la seconda affronta le «articolazioni espressive del barocco». Noi presentiamo qui soltanto alcuni interventi.

Nella prima sezione, Cosimo Scordato osserva che il Concilio di Trento non insegna soltanto la giustificazione per la fede in Gesù Cristo, ma affronta anche le relative conseguenze per il peccatore giustificato: egli è nova creatura, che cresce e si esprime in tante forme dell’agire cristiano, tutto quanto elevato a livello salvifico. L’arte sarà caratterizzata dalla ricchezza salvifica della grazia.

Nella seconda sezione, Erminia Ardissino tratta della «gioia barocca» espressa dalla letteratura e presenta un’angolatura, spesso ignorata, della personalità di Torquato Tasso, la cui produzione poetica è ricca di momenti propriamente religiosi. Alessandra Buccheri, d’altra parte, si sofferma sui «teatri» scenici che accompagnano la celebrazione delle Quarantore.

L’architettura barocca è chiamata, più di altre espressioni artistiche, a incarnare la «sovrabbondanza» della grazia. Lo testimoniano le chiese dei gesuiti, le quali si fregiano prevalentemente del nome di Gesù. Francesca Paola Massara interpreta il barocco alla luce della spiritualità di Ignazio di Loyola, come si incarna negli Esercizi spirituali. Il Gesù di Roma, nella navata centrale, dipinta dal Baciccia, «narra» il trionfo del nome di Gesù. La chiesa di Sant’Ignazio a Roma è celebre per i dipinti del fratello gesuita Andrea Pozzo, la cui audacia dipinge l’illusione prospettica della cupola. Napoli vanta pure la chiesa del Gesù Nuovo. A Palermo, la chiesa del Gesù di «Casa Professa» è celebre per il suo barocco riccamente ornato di marmi mischi, tramischi e rabischi, che coprono navate e cappelle dell’intera struttura. Essa presenta chiaramente l’itinerario degli Esercizi spirituali, perché il fedele possa contemplare e rivivere i misteri della vita di Gesù secondo le indicazioni di sant’Ignazio.

La città di Palermo non solo vanta parecchie chiese barocche, ma esprime la propria originalità con i numerosi oratori delle varie confraternite, congregazioni e compagnie. Celebri per ispirazione profonda e per originalità sono gli stucchi di Giacomo Serpotta, che ornano diversi oratori della città, fra i quali San Mercurio, Santa Cita e San Lorenzo.

Una sensibilità differente, e talvolta contrapposta, si manifesta in altri Pae­si d’Europa. Gilles Drouin, nel suo scritto La réception architecturale du Baroque en France, sottolinea la specificità del barocco francese, che incarna una cultura segnata da tre elementi. Il primo: la presenza attiva dei gesuiti, pronti a recepire il barocco, ma al tempo stesso chiamati a respingere l’accusa di lassismo morale. Il secondo: un’opposta corrente culturale, che tende al rigorismo e sfocia nel giansenismo. Il terzo: la monarchia, che esprime anche nell’arte la propria attiva presenza. Tra le chiese costruite dai gesuiti è ricordata quella di Saint Paul, collegata alla «Casa Professa» di Parigi, che spicca per la sua fedeltà al modello romano. Invece, la chiesa di Saint Jacques du Haut Pas ha una chiara impronta giansenista. La monarchia, a sua volta, esprime l’opposizione a Roma nello stile dell’architettura del Louvre.

In Germania, c’è una dura ostilità tra cattolici e protestanti, come ricorda Cordula van Wyle, in Matter over Mind. The Resurrected Body in Rubens. La sua riflessione si concentra sul grande dipinto del giudizio universale di Rubens, esposto oggi nella Alte Pinakothek di München, e nel quale si può riconoscere la visione cattolica della grazia.

Il confluire di studiosi di varie competenze e culture a Palermo è sfociato in un dialogo di alto valore in campi differenti, anche se complementari. Risalta la dimensione culturale della «sovrabbondanza» della grazia: questa innerva l’intero spettro dell’agire cristiano, qui e ora, nella pittura, nella poesia, nella preghiera, nella nostra presenza nella storia.

La «sovrabbondanza» nel Barocco
a cura di VALERIA VIOLA – RINO LA DELFA – COSIMO SCORDATO
Palermo, Euno Edizioni, 2019, 312, € 25,00.

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