RECENSIONE

Edmund Husserl, Angela Ales Bello (ed.)

LA PREGHIERA E IL DIVINO

Scritti etico-religiosi

La preghiera e il divino

Benedetta Grendene

Quaderno 4138

pag. 411 - 413

Anno 2022

Volume IV

19 Novembre 2022
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Il filo conduttore che anima le pagine, spiritualmente molto intense, di questo libro è la sete del divino e la ricerca dell’Assoluto, che hanno accompagnato l’esistenza del filosofo tedesco Edmund Husserl, il quale nei suoi scritti ha approfondito il senso dell’esperienza religiosa e la questione di Dio.

La sua dissertazione parte da un approccio di tipo fenomenologico ed è caratterizzata da un’iniziale scissione tra fede e ragione, inquadrandosi nel processo di laicizzazione tipico della prospettiva storico-culturale dell’Occidente, in cui si parla di Dio solo in termini razionali.

«Il punto centrale della proposta filosofica di Husserl, quello che caratterizza la sua indagine, è costituito dall’epochè o riduzione» (p. 21). Il filosofo Iso Kern, attento studioso di Husserl, individua tre vie semplificate della riduzione: la via cartesiana, che conduce all’ego cogito; la via che passa attraverso la psicologia intenzionale; e la via che va oltre le ontologie positive. «A queste tre riduzioni è in qualche modo legato lo sviluppo dell’indagine su Dio» (p. 23).

La speculazione filosofica husserliana mira a rispondere alle domande ultime, relative all’uomo, al mondo e all’esistenza di Dio, partendo dal presupposto che la visione religiosa è strettamente legata all’amore etico, indispensabile per lo sviluppo morale dell’intera umanità.

L’Assoluto, il trascendente, deve restare necessariamente fuori dal circuito della ricerca filosofica, perché è «Altro» per definizione e vive al di là del mondo. Ma Dio è con noi: «Non c’è un cieco destino – un Dio “regge” il mondo.

Il mondo “aspira” a mete assolute, a valori, prepara nel cuore degli esseri umani la via per tali mete, essi potrebbero realizzare un mondo divino nella loro libertà – liberamente proprio attraverso la grazia divina, dalla quale debbono essere motivati a tendere a quello scopo nella più alta consapevolezza e forza di volontà» (p. 46).

Riprendendo il pensiero di Leibniz, Husserl definisce Dio come «Monade Somma», che coordina e penetra in tutte le altre monadi in modo entropatico. Secondo il filosofo tedesco, è proprio l’entropatia a permettere di «entrare nell’altro», aprendo uno spiraglio verso Dio: «Se sono io che percepisco gli altri e il mondo e, quindi, essi sono immanenti in me, è vero anche che mi accorgo che l’altro è diverso da me. Posso comunicare con lui e “sentire” la nostra comune umanità attraverso l’entropatia, ma mai identificarmi con lui» (p. 49).

Le meditazioni esistenziali contenute negli scritti di Husserl affrontano anche tematiche più complesse, legate alla malattia e alla morte, al bene e al male.

Quanto alla morte, Husserl la considera un fenomeno inconscio, di «confine» rispetto alla persona umana, «perché è un “fatto” di cui non possiamo avere coscienza mentre viviamo, lo conosciamo solo indirettamente attraverso la morte degli altri» (p. 120). Ma, di fronte al mistero della morte, «subito torna l’amore per la vita, che ha i suoi aspetti positivi; non solo vale la pena viverla, ma addirittura riviverla» (p. 122).

La ricerca stessa della felicità cui l’uomo tende «riguarda la realizzazione di un progetto esistenziale umano rivolto al bene» (p. 121).

Dunque, accanto alla pratica dell’amore etico nella vita terrena, Husserl, da buon cristiano educato in una famiglia ebrea, richiama, nelle sue dissertazioni, il concetto di speranza, perché anche il fallimento e la sofferenza conducono a un bene più grande e non lasciano mai l’uomo in balìa della disperazione: «La fede è l’esigenza assoluta più alta» (p. 127); «La fede rende beati, la fede è propriamente la forza vincente, perché è la sorgente di tutta la forza al cospetto delle forze insensate della morte, del destino, della miseria immensa, della debolezza e del peccato che trascinano in basso» (p. 132).

Il libro si conclude con una meditazione sulla preghiera, che per Husserl è una compagna fedele che vince la solitudine dell’uomo, in quanto espressione di un intimo e profondo colloquio con il divino da coltivare e nutrire continuamente: «La vicinanza con Dio è descritta come una vita desta, o meglio che è stata “destata” attraverso un lavoro su se stessi, nel senso che si è presa in mano la propria esistenza consapevolmente» (p. 153).

EDMUND HUSSERL
La preghiera e il divino. Scritti etico-religiosi
a cura di ANGELA ALES BELLO
Roma, Studium, 2022, 192, € 18,00.

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