RECENSIONE

LA LOGICA IN MARIO VITTORINO E AGOSTINO D’IPPONA

Valentina Pelliccia

Quaderno 4083-4084

pag. 332 - 333

Anno 2020

Volume III

1 Agosto 2020
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Il volume di Balido, professore emerito di Filosofia di Logica presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sezione San Tommaso, è uno studio logico-formale condotto su brani scelti di Mario Vittorino e Agostino d’Ippona. Attraverso la logica moderna, l’autore esamina i testi anti-ariani di Mario Vittorino e alcuni, affini per contenuto, del Contra Academicos e del De immortalitate animae di Agostino, mostrando un possibile e innovativo approccio di ricerca alle opere teologiche antiche e tardoantiche.

L’autore arricchisce il suo studio con due importanti Appendici, che presentano il linguaggio simbolico della logica moderna applicato all’interno del saggio. Esse sono validi sussidi per la conoscenza del metalinguaggio logico usato qui per lo studio dei testi di Vittorino e Agostino. Balido passa dalla spiegazione degli elementi di logica proposizionale o enunciativa a quella degli elementi di logica dei predicati, fino alle procedure formali della deduzione.

L’autore inizia prendendo in esame, dalla prospettiva logico-formale, alcuni passi fondamentali dell’Ad Candidum di Vittorino; poi procede all’analisi linguistica dell’ Adversus Arium, per presentare l’interpretazione trinitaria di Vittorino. Si sofferma sulla strumentazione logica impiegata dal retore per rigettare la posizione di Basilio di Ancira sulla similitudine fra Padre e Figlio e affermarne invece la perfetta uguaglianza, il loro essere una cosa sola in quanto consustanziali.

Balido espone anche la posizione di Candido, il quale sostiene che il Figlio non può essere considerato consustanziale al Padre, perché non può essere allo stesso tempo ingenerato e generato; quindi, non può che essere il prodotto della volontà del Padre. A questa dottrina Vittorino risponde ponendo come termine di confronto le Scritture e usando come metodo teologico la ratiocinatio legalis del retore. Così riesce a confutare la convinzione principale di Candido, secondo il quale Cristo è effetto di Dio, cioè è stato prodotto ex nihilo e non generato.

La lettura dei testi aperta da Balido risulta molto puntuale, le analisi riescono a mostrare la complessità dei ragionamenti, e la loro formalizzazione in linguaggio simbolico rende chiara la struttura che li costituisce. Ciò si evince anche nella parte del saggio che l’autore dedica al De immortalitate animae di Agostino.

Nel capitolo in cui esamina la logica usata dal vescovo di Ippona in questa opera, Balido segue i vari passaggi che portano Agostino a provare l’immortalità dell’anima, a partire dal riconoscimento del fatto che l’animo si presenta quale soggetto delle discipline immutabili. Così, sebbene sia possibile che esso senta di non possedere un sapere, per dimenticanza o per ignoranza, questa condizione non nega l’immortalità dell’animo, che è soggetto e vita. Afferma Agostino: «L’animo, dunque non può estinguersi, se non è separato dalla ragione; ma non può essere separato, come abbiamo dimostrato, dunque l’animo non può morire» (p. 107).

Il saggio di Balido evidenzia la profonda conoscenza della logica dei retori che vissero durante il passaggio dal mondo classico al tardoantico, e mostra come i traguardi della logica moderna possano essere un valido aiuto allo studio teologico odierno.

GIUSEPPE BALIDO
La Logica in Mario Vittorino e Agostino d’Ippona. Una proposta metodologica per l’approccio a testi filosofico-teologici
Napoli, Editrice Domenicana Italiana, 2019, 192, € 25,00.

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