RECENSIONE

LA COSCIENZA

Valentina Pelliccia

Quaderno 4064

pag. 195 - 196

Anno 2019

Volume IV

19 Ottobre 2019
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A distanza di 10 anni dalla prima pubblicazione, la casa editrice Jaca Book presenta una nuova edizione de La coscienza di John Henry Newman. Quest’opera è un’antologia che raccoglie testi di vario genere dell’autore, come sermoni, discorsi e parti salienti di ulteriori lavori, sul tema della coscienza.

I brani sono preceduti da un ricco saggio introduttivo di Giovanni Velocci, che offre uno sguardo ampio sull’autore, in quanto sa unire gli avvenimenti della sua vita personale con le sue ricerche scientifiche.

La coscienza è stata la protagonista dei momenti salienti della vita di Newman, come quelli dalla sua conversione alla fede in età giovanile e alla sua scelta di far parte della Chiesa cattolica. In tutte le situazioni, dopo un attento studio delle circostanze e degli elementi implicati, Newman ha privilegiato l’ascolto della propria coscienza, per deliberare azioni in grado di coniugare la verità con il bene, la ragione con il cuore. Scrive Velocci: «La coscienza è il nucleo centrale del pensiero di Newman e i suoi grandi temi sono ramificazioni o prolungamenti di questo argomento fondamentale: il significato della coscienza nella vita dell’uomo» (p. 17). Non solo, ma l’autore ha saputo garantire, argomentare e giustificare il ruolo e il valore della coscienza in ambito teologico, rispondendo così ad alcuni interrogativi che l’epoca moderna aveva presentato alla fede.

Per Newman, la coscienza è un principio presente nell’uomo, che anticipa ogni tipo di formazione ed è consolidato dall’esperienza e dall’educazione; rappresenta il testimone interiore dell’esistenza e della legge di Dio, ed è la facoltà che distingue gli atti degni di lode da quelli che meritano disapprovazione, richiamando nel suo esercizio la nozione di responsabilità. La coscienza pone la persona in relazione con qualcosa di esterno, una sorta di tribunale, che non è essa stessa a darsi o a gestire, ma con il quale si confronta.

In opposizione ad alcune correnti di pensiero del suo tempo, l’autore afferma che la coscienza rappresenta la voce di Dio nel nostro intimo. Essa è capace di avvertire l’Assoluto, da cui dipende secondo natura. L’uomo non esercita un potere sulla coscienza che la possa determinare: al massimo, in alcune occasioni, può avere una certa influenza su di essa, al punto da poterla mettere a tacere, o falsarne i comandi, ma non si può emancipare da essa. Egli può disobbedire alla coscienza, rifiutarla o usarla, ma non eliminarla, né negarne il carattere trascendente. La coscienza resta tale e sempre presente nell’uomo, rendendosi sensibile attraverso rimorsi o approvazioni, secondo i casi (cfr p. 24).

Per l’autore la coscienza possiede un aspetto etico e uno religioso, che si mantengono distinti solo nell’ordine concettuale, in quanto di fatto si trovano uniti nell’uomo concreto. Questo perché «sia il dovere religioso che l’imperativo morale ricevono giustificazione dall’esistenza, avvertita dall’individuo, di un essere assoluto, personale, che imprime unità a tutti gli elementi che formano l’ordine salvifico naturale, fondamento della rivelazione soprannaturale» (p. 26).

Newman sostiene che la coscienza riconosce un soggetto verso cui tendere. Afferma che la realtà trascendente che fonda la coscienza umana non è un qualcosa, bensì qualcuno dai lineamenti personali. La voce interiore porta la nostra mente a individuare un maestro personale. Nel dettame della coscienza, l’uomo si dimostra capace di riconoscere un Signore trascendente. E come il mondo visibile è prova dell’esistenza di Dio, anche la coscienza ne è argomento.

La coscienza richiama il tema dell’autorità, che subentra dopo il riconoscimento del vigore incrollabile dei suoi ordini e la debolezza e insufficienza della chiarezza della sua guida. Newman considera la coscienza capace di compiere il discernimento tra il bene e il male, ma, per poter imporre il bene con autorevolezza, essa necessita di una chiarezza concettuale. Pertanto, la coscienza acquista autorevolezza quando è illuminata, fortificata e purificata dalla rivelazione divina.

L’uomo ha la disposizione interiore a obbedire alla propria coscienza, ma deve ricercare la parola infallibile di Dio che si rivela in Cristo. Egli intuisce di avere qualcosa, ma non ha tutto: deve ricercare la verità che è Cristo. La Chiesa è chiamata a compiere il servizio di annunciare la verità e la giustizia, la misericordia e la pace. Essa non compie nessuna ingerenza verso la libertà dei fedeli, tantomeno nell’affermare il dogma dell’infallibilità del papa, in quanto, in tale predicazione, evidenzia l’amore e la cura delle coscienze degli uomini e realizza la sua missione.

JOHN HENRY NEWMAN
La coscienza
a cura di GIOVANNI VELOCCI
Milano, Jaca Book, 2019, 154, € 16,00.

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