RECENSIONE

LA CHIESA DI SAN VIGILIO A SIENA. STORIA E ARTE

Quaderno 4057

pag. 94 - 96

Anno 2019

Volume III

6 luglio 2019

Il nome della città di Siena torna spesso nelle pagine delle cronache della nascente Compagnia di Gesù. Non è strano, non solo perché si tratta di una delle città principali della Toscana e sede di un’importante università, ma anche perché essa si trova su quella via Francigena verso Roma che Ignazio e i suoi primi compagni percorsero per venire a presentarsi al Papa, mettendosi a sua disposizione per essere «inviati in missione» laddove il loro lavoro apostolico fosse da lui considerato più utile e urgente.

Pascasio Bröet, Alfonso Salmeron, Simone Rodrigues e Francesco Estrada sono i primi gesuiti a operare a Siena, predicando e riformando monasteri; ma sarà soprattutto la fondazione di un collegio nel 1556 a garantire la presenza stabile della Compagnia di Gesù nella città per oltre due secoli, fino alla soppressione dell’Ordine.

Occorre notare che la domanda di aprire un collegio a Siena fu l’ultima accettata da sant’Ignazio, poco prima di morire, non solo per l’insistenza del cardinale di Burgos, allora Governatore della città, ma soprattutto per le condizioni di gravissima difficoltà in cui allora si trovava la città dopo la drammatica sconfitta nella «guerra di Siena» e la fine della Repubblica senese (1555). In quel tempo sant’Ignazio aveva deciso di non accettare l’apertura di ulteriori collegi, perché le forze dei gesuiti non riuscivano a rispondere bene agli impegni già assunti; invece egli accetta un collegio nel caso di Siena, proprio per la situazione di bisogno della città.

Sono quindi benvenuti, dal nostro punto di vista, studi connessi alla storia dei gesuiti a Siena. Anche se il titolo del libro non lo dice direttamente, esso offre un contributo molto importante in questo senso, poiché la chiesa di San Vigilio – oggi sede della cappellania dell’università – è stata, per un bel tratto della sua storia, la chiesa del collegio gesuitico senese. Proprio a quel periodo è dedicata la maggior parte del volume, sebbene esso spazi pure sul periodo precedente (XII-XIV secolo) e su quello successivo, vallombrosano (1775-1814). Qui ci limitiamo a considerare in particolare solo due dei 12 studi contenuti nel volume.

Maurizio Sangalli, nel suo scritto «I gesuiti a Siena (XVI-XVIII secolo)», può basarsi – fra l’altro – su una fonte eccezionale, da lui reperita nell’Archivio di Stato di Firenze: il «Libro dei ricordi del padre provveditore», una cronaca che copre, con poche lacune, gli anni dal 1577 al 1769. È una dettagliata e fedele historia domus, composta secondo la buona tradizione delle antiche case gesuitiche, in cui si menzionano gli eventi principali, le iniziative accademiche e pastorali degne di nota, gli avvicendamenti dei religiosi della comunità, i rapporti con il vescovo e con l’ambiente cittadino, le migliorie o i cambiamenti negli edifici e così via. Insomma, quanto di meglio si può desiderare per dare un’idea concreta e realistica delle vicende senesi dei gesuiti dell’«antica Compagnia».

Richard Bösel, ritenuto il maggiore storico attuale dell’architettura gesui­tica europea fino alla soppressione della Compagnia, ci offre un interessante studio su «Orazio Grassi e la Chiesa di San Vigilio a Siena. Progettazione fra perizia e ingegno». Orazio Grassi (1583-1654) fu un matematico e architetto gesuita di grande rilievo, noto soprattutto per due motivi: una famosa disputa con Galileo sulla natura delle comete (in cui in realtà Grassi era più vicino al vero di Galileo…) e la progettazione della grandiosa chiesa di Sant’Ignazio a Roma. Nel 1625 lo troviamo a Siena come rettore del Collegio, ma con il preciso compito di occuparsi della fabbrica della chiesa.

Bösel conosce bene la vita e l’opera di Grassi e le raccolte dei suoi progetti architettonici, dove si trovano anche quelli di San Vigilio; può quindi raccontarci molte cose – anche la «mancata» vocazione giovanile di Grassi per le missioni in Etiopia –, ma soprattutto può fare un’approfondita analisi delle soluzioni da lui adottate nella ristrutturazione della chiesa per renderla adatta ai ministeri gesuitici. In definitiva, anche se San Vigilio non è l’opera più importante di Grassi, è una testimonianza molto significativa della sua «perizia» e del suo «ingegno».

La chiesa di San Vigilio a Siena. Storia e arte. Dalle origini monastiche allo splendore dell’età barocca
a cura di ALESSANDRO ANGELINI – MICHELE PELLEGRINI
Firenze, Olschki, 2018, 280, € 35,00.

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