RECENSIONE

INTRODUZIONE ALLA TEOLOGIA

Maurizio Schoepflin

Quaderno 4088

pag. 195 - 196

Anno 2020

Volume IV

17 Ottobre 2020
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Al paragrafo 93 dell’enciclica Fides et ratio, pubblicata il 14 settembre 1998, san Giovanni Paolo II scrive: «Lo scopo fondamentale a cui mira la teologia consiste nel presentare l’intelligenza della Rivelazione e il contenuto della fede». Con queste brevi parole egli sintetizza bene il compito del sapere teologico, mettendone altresì in luce la notevole importanza. Spesso, purtroppo, la teologia non viene adeguatamente valorizzata e rimane un ramo della conoscenza riservato ad alcuni specialisti.

Per questo accogliamo positivamente il libro di don Massimo Naro, docente presso la Facoltà Teologica di Sicilia, il quale si è proposto di offrire ai lettori uno strumento – appunto un’Introduzione – in grado di avvicinarli all’universo della teologia, tenendo presente quanto afferma san Tommaso d’Aquino nell’Epistula exhortatoria de modo studendi ad fratrem Johannem, in cui consiglia al destinatario di non gettarsi subito in mare aperto, ma di seguire prima i piccoli corsi d’acqua, «perché è dalle cose più facili che bisogna pervenire alle più difficili».

Fin dalle prime pagine del libro l’autore chiarisce il fine che si prefigge: «Questo libro intende introdurre i suoi lettori all’acquisizione delle informazioni utili per avviarsi allo studio della teologia. […] Lo scopo è di aiutare chi comincia gli studi teologici a comprendere che la teologia cristiana non è una semplice variante della tradizione filosofica greco-occidentale o una mera riproposizione della sensibilità religiosa biblico-ebraica, bensì il sapere critico che riguarda il Dio di Gesù Cristo» (pp. 6 s).

Il volume è suddiviso in tre parti. I primi quattro capitoli sono dedicati a rispondere alla domanda: «Cos’è la teologia?», per giungere a indicare con chiarezza quale sia la natura della teologia stessa. In questo contesto, Naro tratteggia l’evoluzione semantica del termine «teologia», mostra il decisivo collegamento che c’è tra l’annuncio e il sapere teologico, elenca gli elementi costitutivi di tale sapere e ricostruisce le definizioni e le descrizioni che di esso sono state proposte. Nella seconda parte, che comprende i capitoli 5-7, l’autore concentra l’attenzione sul metodo proprio dell’indagine teologica. Infine, nella terza parte, costituita dall’ottavo capitolo, ricostruisce brevemente il percorso storico compiuto dalla teologia cristiana.

Volendo sintetizzare il significato del suo lavoro, Naro scrive: «L’Introduzione alla teologia, dunque, è qui concepita come una disciplina che, al contempo, vuole render conto del fondamento epistemologico (o gnoseologico) della teologia cristiana, del suo aspetto metodologico e delle sue configurazioni storiche» (p. 8). La natura stessa del testo fa sì che esso abbia un tenore più formale che contenutistico, essendo volto a definire le basi epistemologiche della teologia, ovvero il suo oggetto e il suo metodo. Tuttavia il volume contiene anche la trattazione di alcune questioni fondamentali, perché in esso, come fa notare Naro, «si fa una primissima presentazione della teologia tentando, allo stesso tempo, di teologare» (p. 9).

MASSIMO NARO
Introduzione alla teologia
Bologna, EDB, 2020, 372, € 30,00.

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