Le elezioni americane del 3 novembre 2020, nelle quali verrà eletto il 46° presidente degli Stati Uniti, vedono in competizione due sfidanti di calibro: il repubblicano Donald Trump, presidente in carica, che è in corsa per ottenere un secondo mandato, e il democratico Joe Biden, che è stato vice-presidente sotto Barack Obama. Si tratta di due personalità molto diverse tra loro. Il primo non proviene dal mondo della politica, ma da quello degli affari e della televisione; istintivo, populista e, a volte, come si è visto in questi quattro anni di presidenza (soprattutto in materia di politica estera), imprevedibile, ha governato utilizzando i «decreti presidenziali» per portare avanti la sua linea politica. Il secondo è un politico navigato, che ha trascorso quasi mezzo secolo nei corridoi del Congresso; ha molti sostenitori tra i sindacati e nel mondo del lavoro, e ha diversi amici tra i repubblicani e, come è stato detto, «preferisce cercare compromessi piuttosto che alimentare divisioni»[1] tra le parti politiche.
Le prossime elezioni sono le ottantesime nella storia bicentenaria degli Stati Uniti, che, secondo gran parte degli esperti di politica internazionale, sono la maggiore e incontrastata potenza del Pianeta (soprattutto dopo il crollo dell’Unione Sovietica) in ambito sia economico (nelle esportazioni come nelle importazioni), sia militare. Essi dominano con le loro potenti flotte tutti gli oceani e controllano gli «stretti» intercontinentali più strategici (i cosiddetti «colli di bottiglia»), dove passa gran parte del commercio mondiale. Le forze armate statunitensi, inoltre, sono presenti nelle regioni più «calde» del Pianeta, dove sono in corso conflitti di importanza internazionale. L’influenza di questo Paese è notevole anche in ambito culturale (american lifestyle) e in materia di innovazione tecnologica (Silicon Valley), sebbene la supremazia in tale settore sia stata di recente insidiata dalla Cina, nuova potenza emergente e antagonista degli Usa. Questi dati indicano che le elezioni di novembre saranno, probabilmente, l’evento politico più importante – soprattutto per le ricadute in ambito internazionale – dell’anno in corso.
In questo articolo cercheremo di capire come funziona la macchina costituzionale degli Stati Uniti. Faremo soltanto un accenno alle complesse vicende storiche che portarono alla fondazione – tra mito, leggenda e realtà – di una nazione che da sempre si è considerata diversa, eccezionale. La nascita e le riforme istituzionali degli Stati Uniti ebbero un peso considerevole anche nelle vicende storiche europee, come la Rivoluzione francese, e influenzarono la redazione di diverse Costituzioni liberali.
Questa nazione eccezionale,
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