RECENSIONE

IL DESIDERIO

Non siamo figli delle stelle

Tullia Fabiani

Quaderno 4083-4084

pag. 340 - 341

Anno 2020

Volume III

1 Agosto 2020
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I libri parlano ai loro lettori. Succede nel tempo e nello spazio in cui la lettura avviene. Così il libro del filosofo Silvano Petrosino, letto al tempo della pandemia, in una condizione di lockdown forzato, si è rivelato ancor più illuminante nel racconto di ciò che il «desiderio» umano muove, determina, cerca.

Questa «stranezza», riconosciuta e osservata nella storia dell’umanità, che rimanda a una «mancanza» incolmabile, a un vuoto diverso da quello lasciato da un bisogno non soddisfatto, è un segno identificativo per ciascun essere umano. «L’essere del vivente è inseparabile dalla forza che, sollecitandolo a uscire da sé, lo apre all’altro: il singolo vivente non può continuare a vivere e persistere per sé se non si apre all’altro, se non si orienta all’altro, se non va verso l’altro. Ciò che si impone come vita e nella vita è dunque la sorprendente e inarrestabile forza della relazione; tutto ciò che vive, proprio per affermarsi e diffondersi come vivente, deve entrare in relazione con l’altro, deve muoversi all’interno di un’infinita trama di mutue relazioni: da questo punto di vista non è scorretto intendere i termini “vita” e “relazione” come veri e propri sinonimi» (pp. 20 s).

Così la riflessione di Petrosino, in dialogo con il pensiero di Heidegger, Sartre, Kojève, Lévinas e soprattutto Lacan, rende ancor più evidente come la relazione sia una dimensione fondamentale per la vita umana. L’uomo è «abitato da un desiderio la cui natura non è riconducibile a quella del bisogno» (p. 44). Il possesso non basta, come pure il soddisfacimento di un bisogno che ci appare impellente e necessario.

La tensione che ci abita in questa situazione di emergenza è una tensione radicale: una spinta a uscire fuori dal nostro perimetro di riferimento per cercare qualcosa che pare introvabile. Perché, «mentre il bisogno è caratterizzato da un vuoto che può essere colmato con il conseguente passaggio da un’assenza a una presenza, il desiderio è caratterizzato da una mancanza incolmabile rispetto alla quale il soggetto non ha alcun sapere. In altre parole, mentre nel bisogno il soggetto ha sempre un sapere su ciò di cui avverte l’assenza (ha sete di questo e fame di quello), nel desiderio il soggetto manca di ciò che non sa o anche non sa di che cosa manca, e anzi l’unica certezza di fronte alla quale la sua esperienza quotidiana con insistenza lo pone è quella relativa al rilancio stesso che il desiderio riceve da parte di tutto ciò che in un primo momento si configura come capace di soddisfarlo» (p. 45).

L’inquietudine che accompagna la ricerca apre, dunque, «il soggetto al di là del mondo, al di là del suo mondo». E la trappola sulla quale ci avverte l’autore è quella di credere che imitare gli altri, invidiarli cercando di ottenere gli stessi oggetti, godere di altrettanti affetti o di beni a disposizione possa essere la vera soluzione. La soddisfazione, la meraviglia dell’essere soddisfatti attraverso il possesso e il godimento degli oggetti «può trasformarsi in una prigione dorata in cui l’essere umano, chiudendosi in se stesso, non trova più spazio attorno a sé e muore» (p. 91).

Costretti alla distanza e all’isolamento, da un virus sconosciuto e subdolo, abbiamo corso anche questo rischio, misurandoci con una quantità crescente di desideri. E con una privazione che ha ridato peso alle nostre quotidiane libertà, per lo più scontate. Ma l’esperienza di limiti, confini e solitudine ha evidenziato anche quell’imprescindibile anelito che ci porta a incontrare l’Altro. Scrive Petrosino: «È bene che la mancanza, questo sorprendente far spazio interiore, questa parola che non si stanca di ripetere “c’è altro, c’è dell’altro” resti sempre tale, confermandoci così felicemente nel nostro essere un “non-tutto” aperto all’altro e ad altro, aperto al di là del mondo e di ogni stella» (p. 92).

Che poi questa mancanza radicale apra alla possibilità di pensare a Dio come alla sorgente e al fine – non la fine – dell’ineasuribile «desiderio» è una dimensione che il filosofo esplora, coinvolgendo il lettore nella sua appassionata ricerca, per tentare di comprendere davvero cosa significhi non essere figli delle stelle.

SILVANO PETROSINO
Il desiderio. Non siamo figli delle stelle
Milano, Vita e Pensiero, 2019, 96, € 13,00.

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