RECENSIONE

IL BALZO MALDESTRO

Il balzo maldestro

Valentina Cuccia

Quaderno 4089

pag. 315 - 316

Anno 2020

Volume IV

7 Novembre 2020
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In questo libro l’autore, cappellano del carcere «Due Palazzi» di Padova, trae ispirazione da un’opera di Antoine de Saint-Exupery a lui molto cara, Cittadella, «il suo vangelo laico». A volte, infatti, ci sono pagine di letteratura che non parlano esplicitamente di Dio, ma fanno nascere in noi il desiderio di Dio e sono capaci di produrre nel cuore le condizioni per cui la parola di Dio possa penetrare in esso.

Anche se Saint-Exupery non si riferiva esplicitamente al Dio cristiano, con le sue opere ha aiutato l’uomo a scoprire il proprio posto nel mondo e a preparare le condizioni di quel «balzo», captando la voce dell’Assoluto nella terra dell’effimero, la forza di ciò che è fondamentale dentro le strutture del provvisorio. La sua Cittadella, infatti, è fatta per chi ha il coraggio di osare, per uomini audaci.

La vita è avvenimento, sorpresa, incontro; è il segno di un desiderio. L’uomo, infatti, non cambia a forza di ragionamenti, ma spinto dall’urto inatteso di un incontro, dall’attrazione di Qualcuno che gli indica una strada da percorrere insieme. E così il «balzo maldestro» è quello delle anatre domestiche che, abituate a vivere in un pollaio, vedendo quelle selvatiche iniziare la migrazione, provano a imitarle, tramutandosi in uccelli migratori. È bastato il richiamo di quel volo triangolare per accendere in loro la nostalgia.

Per l’autore, il cristianesimo è caratterizzato da questo «balzo maldestro» provocato dal passaggio di una Persona, il cui sguardo provoca ancora oggi «strane maree». Solo facendo i conti con Cristo l’uomo scopre veramente chi è, da dove viene, verso dove sta andando.

Il «balzo maldestro» è la storia della vita di don Marco, ma può essere quella di ciascuno di noi, quando facciamo un incontro che può essere una rivelazione, qualcosa di apparentemente casuale, che accende in noi quella sete di infinito che ci fa balzare.

Saint-Exupery era sulla rotta di Dio; era assetato di Dio, con quella sete inesauribile di andare a cercare «l’oltre» che lo ha reso quel grande scrittore che è stato. Ed è dall’inquietudine del cuore che nascono la creatività, la fantasia e la santità che Dio ci chiama a vivere.

Don Marco non teme di prendere come guida Saint-Exupery, nelle cui opere emerge sempre questo bisogno dell’Assoluto. In Cittadella Dio è cercato, invocato: ce n’è traccia dappertutto. Ma l’umiliazione, la kenosi di Dio non viene accettata dallo scrittore francese. L’autore, invece, vede nell’Eucaristia, cioè nel momento in cui il Signore si fa per noi pane, la più grande dichiarazione d’amore che noi possiamo conoscere.

Don Marco invita ciascuno di noi a osare di più nella vita, come hanno fatto i santi, che sono stati solleciti a seguire Gesù nel cammino, pronti a rialzarsi dalle cadute, sapendo che lui ci è sempre vicino.

MARCO POZZA
Il balzo maldestro
Cinisello Balsamo (Mi), San Paolo, 2020, 208, € 16,00.

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