RECENSIONE

Simone Caleffi

I RAPPORTI TRA IL PAPA E IL PATRIARCA DI COSTANTINOPOLI

I rapporti tra il Papa e il Patriarca di Costantinopoli

Roberto Cetera

Quaderno 4134

pag. 543 - 544

Anno 2022

Volume III

17 Settembre 2022
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«Bere nello stesso calice, cioè poter celebrare insieme il sacrificio eucaristico, sintesi e corona della comune identificazione ecclesiale con Cristo. Noi pure lo abbiamo tanto desiderato! Ora questo incompiuto desiderio deve rimanere la sua eredità e il nostro impegno»: questo il desiderio accorato che Paolo VI espresse alla morte di Atenagora. Essi sono stati due protagonisti di una stagione di rivivificazione ecumenica, che è entrata nella storia per via della reciproca rimozione delle millenarie scomuniche, e che in questo libro di don Simone Caleffi viene ripercorsa dal 1964 al 1995, attraverso la finestra testimoniale della rivista La Civiltà Cattolica.

Il suo avvio fu dovuto al rapporto di grande stima reciproca che si stabilì tra i due protagonisti, come attesta il famoso, umile gesto del bacio ai piedi del metropolita Melitone da parte di Paolo VI, al termine della celebrazione eucaristica del 14 dicembre 1974.

L’esito di questo dialogo si manifestò l’anno successivo, quando le diverse Chiese ortodosse diedero il loro assenso alla proposta del Patriarcato ecumenico di instaurare con la Chiesa cattolica un formale dialogo teologico e di istituire all’uopo delle commissioni preparatorie e un programma di confronto. Un dialogo che è continuato con i successivi due interlocutori: Giovanni Paolo II e Demetrio.

Rilevante in tal senso fu il viaggio in Turchia che Wojtyła compì nel novembre 1979, durante il quale egli pronunciò una frase che tutt’oggi è considerata la vera chiave e il punto di svolta di tutto il discorso sull’ecumenismo: «La domanda che dobbiamo porci non è tanto se possiamo ristabilire la piena comunione, ma ancor più se abbiamo il diritto di restare separati».

Queste visite e occasioni di dialogo con il patriarca di Costantinopoli diventeranno una tradizione quando anche Benedetto XVI incontrerà Bartolomeo durante il suo viaggio in Turchia, in occasione della festa di sant’Andrea, nel 2006. Nel corso di questo incontro i due leader spirituali firmarono una solenne dichiarazione comune sull’incompatibilità assoluta tra una qualsiasi professione religiosa e la pratica della violenza.

In questa stessa dichiarazione, trattando poi il tema dell’evoluzione delle relazioni tra le rispettive confessioni cristiane, verrà detto e sottoscritto con umile senso autocritico: «Non abbiamo ancora tratto da questo atto [la reciproca rimozione delle antiche scomuniche stabilita da Atenagora e Paolo VI] tutte le conseguenze positive che ne possono derivare per il nostro cammino verso la piena unità».

L’ultima parte del libro di Caleffi è dedicata all’osservatorio privilegiato di tutte queste vicende di confronto ecumenico che è stata La Civiltà Cattolica nei trent’anni considerati. Negli anni Sessanta, con gli articoli del futuro card. Augustin Bea e i resoconti del Concilio Vaticano II e dei suoi documenti – soprattutto l’Unitatis redintegratio –, la rivista dei gesuiti assumerà un ruolo decisamente più favorevole al dialogo ecumenico. E gran parte delle fonti da cui l’autore attinge per la sua ricostruzione dello sviluppo delle relazioni con i fratelli separati d’Oriente proviene appunto dagli archivi de La Civiltà Cattolica.

Lo studio di Caleffi – impreziosito da una ricca bibliografia, una prefazione del card. Angelo De Donatis e una postfazione dello scrittore emerito de La Civiltà Cattolica, p. Giancarlo Pani – rileva nelle conclusioni come le difficoltà nel dialogo siano dovute più all’aspetto di una cultura e mentalità ancora distanti che a dei distinguo teologici.

Paradossalmente, il confronto con i cristiani di orientamento protestante, pur essendo teologicamente più complesso, risulta alla fine agevolato dalla comune appartenenza alla cornice culturale occidentale. Come pure, fin dall’inizio dello scisma, la sostanza del confronto ecumenico è stata inquinata dai diversi contesti politici entro cui si è storicamente realizzata.

Uno studio, quello dell’autore, da suggerire a chi voglia comprendere i termini reali del confronto ecumenico tra latini e ortodossi nella storia e nell’oggi, sempre nella viva tensione della ricerca di una definitiva unità.

SIMONE CALEFFI
I rapporti tra il Papa e il Patriarca di Costantinopoli visti dalla «Civiltà Cattolica».
L’ecumenismo come risposta alla scristianizzazione
Todi (Pg), Tau, 2020, 264, € 15,00.

 

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