L’Abramo di Marc Chagall

LA RETORICA BIBLICA, RETORICA DELL’ENIGMA

Quaderno 4134

pag. 499 - 511

Anno 2022

Volume III

17 Settembre 2022
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Uno dei mezzi privilegiati per definire meglio una realtà e farne risaltare le caratteristiche è metterla a confronto con un’altra realtà, anche a costo di far apparire più duri i lineamenti e di forzare un po’ la contrapposizione.

La peculiarità della retorica biblica risalta meglio dal confronto con la retorica classica, che è insegnata nelle scuole da più di 2.000 anni in Europa, poi in America, e più ampiamente in tutto il mondo, dominato ormai dalla globalizzazione. Tanto che la retorica di origine greca e latina è stata considerata per molto tempo come «la» retorica.

La più grande istituzione culturale che si occupa di retorica, la «Società internazionale per la storia della retorica», mette al singolare l’ultima parola del suo nome, come quello della sua rivista Rhetorica, di chiara origine latina.

Ora è emerso a poco a poco il fatto che non esiste una sola retorica nel mondo. I coreani, e poi i cinesi, hanno incominciato a partecipare ai Congressi della suddetta Società. Sono state fondate istituzioni nazionali per sviluppare gli studi sulle retoriche specifiche di culture e lingue molto lontane dal mondo occidentale greco-latino: si può citare, fra le altre, la «Società coreana di studi retorici».

Dopo il VI Congresso della «Società internazionale per la storia della retorica», tenutosi a Tours nel 1987, la retorica biblica, e più ampiamente semitica, vi ha fatto ingresso e vi è largamente riconosciuta.

La retorica greco-latina

Nel mondo occidentale, erede della cultura greco-romana, la retorica è definita «l’arte del persuadere». Si precisa che è l’arte del «piacere e persuadere», o del persuadere piacendo, del persuadere attraendo. Questa definizione risale ai greci del V secolo a.C., ma si è conservata fino ad oggi. Invece di citare i greci antichi, diamo la parola a Blaise Pascal, che a metà del XVII secolo scriveva…

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BIBLICAL RHETORIC, RHETORIC OF THE ENIGMA

The article deals with the “enigmatic” character of biblical rhetoric, which differs from classical rhetoric, i.e. the Greek “proves”, the Hebrew “shows”. Specific examples include: Abraham’s call (an order without explanation); Jesus and the doctor of the Law (the answer to a question with another question); Ps 78 (the word of God is an enigma to be deciphered); faith in Luke 18:8 (it has no value unless it is translated into deeds); the question: “Who is like God?” in Ps 113 (no one, because only God wants the poor to be exalted as he is); the meaning of “man in the image and likeness” of the Creator; the ambiguity of terms differently attributed to God and man in Ps 111 and 112; “manger” and “census” in the account of Jesus’ birth.

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