RECENSIONE

ARCHETIPO E IMMAGINE

Riflessioni teologiche sulla scia di Romano Guardini

Francesco Cultrera

Quaderno 4057

pag. 98 - 99

Anno 2019

Volume III

6 luglio 2019

Il teologo Massimo Naro ha scritto una serie di articoli su Romano Guardini, nei quali compie lui stesso un proprio cammino teologico, come appare dalla pubblicazione che adesso li raccoglie in unità.

Nella sua lunga e frastagliata attività di pensatore, Romano Guardini si confronta con coloro che hanno disegnato la «identità» dell’uomo nell’epoca moderna. Accanto alla riflessione filosofica e teologica si impongono la presenza e lo sviluppo di una molteplicità di scienze positive nate negli ultimi quattro-cinque secoli. Una corrente di pensiero assai presente nello scenario letterario, come pure nel vissuto, tende ad affidare l’identità dell’uomo alla scelta personale del singolo soggetto; si preferisce abbandonare tutto ciò che trascende le scienze empiriche e la stessa riflessione filosofica: l’uomo crea liberamente la propria identità, ispirandosi al fluire dell’avventura personale.

L’idea centrale di Romano Guardini è chiara: alla corrente di pensiero summenzionata egli contrappone con serenità e insistenza la propria visione dell’uomo. Questi è immagine di Dio. Chi costruisce al di fuori o contro tale identità è votato al fallimento esistenziale.

Massimo Naro ripercorre in forma personale il cammino segnato da Romano Guardini, il quale a sua volta si era già inserito nella scia di Platone, soprattutto attraverso la riflessione di sant’Agostino, di san Bonaventura e delle rispettive tradizioni. La cultura moderna rompe con quella tradizione, ma si rivela incapace di rendere conto della complessità dell’avventura umana, perché pretende che il suo cammino sia segnato inesorabilmente e prevalentemente dalle scienze positive, che sono in continuo progresso. L’ambito del soprannaturale sfugge a questa corsa del sapere; lo si affida eventualmente alla scelta personale.

Eppure, un occhio attento e penetrante scopre un senso di insoddisfazione radicale: c’è un di più che rinvia a un livello superiore. L’accento di Romano Guardini è posto chiaramente e insistentemente su un’identità dell’uomo espressa dalla definizione: «L’uomo è immagine di Dio».

Questa linea di pensiero presenta varie sfaccettature, alle quali l’autore aveva dedicato alcune sue precedenti pubblicazioni. Il settimo e ultimo contributo, invece, è vicino a noi. Esso interloquisce con il V Convegno ecclesiale nazionale, che si è svolto a Firenze nel novembre 2015, con il titolo In Gesù Cristo il nuovo umanesimo. Romano Guardini mostra ancora una volta la sua fecondità, perché stimola l’originalità e la profondità del pensare teologico di Naro.

Il lettore affronta con fatica una prosa non sempre chiara e scorrevole. Al termine della lettura, però, ci rendiamo conto che l’autore ci ha fatto da guida nel cammino verso l’intelligenza e la valutazione della cultura nella quale siamo immersi. All’interno di essa, siamo chiamati a riscoprire il senso della nostra avventura, nella densità esperienziale espressa dall’uomo quale immagine di Dio.

MASSIMO NARO
Archetipo e immagine. Riflessioni teologiche sulla scia di Romano Guardini
Soveria Mannelli (Cz), Rubbettino, 2018, 246, € 16,00.

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