RECENSIONE

APOSTOLO E PROFETA

Vita e opere di Bartolomeo I

George Marius Nicoara

Quaderno 4071

pag. 301 - 302

Anno 2020

Volume I

1 Febbraio 2020
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Questa biografia di Bartolomeo I, scritta da John Chryssavgis, arcidiacono del patriarcato ecumenico, con la prefazione di papa Francesco, si presenta come una lettura ecumenica di largo respiro, nello spirito della vera fraternità apostolica.

Il patriarca Bartolomeo I, nato Dimitrios Anchontonis nel 1940, frequentò il liceo a Istanbul, poi studiò teologia ad Halki (isola del Mar Egeo). Dal 1963 al 1968 perfezionò gli studi a Roma, presso il Pontificio Istituto Orientale; quindi in Svizzera, all’Istituto Ecumenico di Bossey; e infine all’Università di Monaco di Baviera. Così ha potuto fare un percorso accademico di grande spessore.

Questo cammino lo si poteva intuire sin dall’età di 17 anni, quando, nell’ultimo anno di liceo, in un tema dal titolo «Quale avvenire contemplo per me stesso?», egli scriveva: «Nasciamo tutti con un destino interiore […]. M’immagino un futuro pieno di lotte e missioni. […] Prevedo le parole “lotta” e “sacrificio” nella mia vita. […] Ecco ciò che vedo nel mio futuro: il mio destino, che è servire il mio dolce Gesù e la Chiesa come suo corpo» (pp. 20 s).

Nella sua visione ecclesiale, Bartolomeo I mette in evidenza l’importanza della comunità, che vive la comunione ed è opera della grazia; egli affermava nel 1997, alla Georgetown University di Washington: «Essere cristiani non è una catalogazione come membri di un gruppo, ma la vera rinascita nel mondo della grazia» (p. 22). Il Patriarca aveva compreso che essere veramente cristiani è qualcosa che non dipende da un assenso mentale o da un atteggiamento emotivo, ma dalla grazia.

Nella prefazione al volume, papa Francesco riafferma il profondo e antico legame tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli, vedendolo esemplificato nei fondatori delle due Chiese, gli apostoli Pietro e Andrea. Il Papa insiste sul tema della speranza, la virtù che di per sé ha la capacità di riunire i fratelli, a partire dagli apostoli Pietro e Andrea fino alle attuali Chiese di Roma e Costantinopoli.

Il volume è arricchito da alcune riflessioni di Joseph R. Biden jr., Benedetto XVI, David Rosen, Rowan Williams, Al Gore, Jane Goodall e George Stephanopoulos, che testimoniano la loro amicizia con il Patriarca.

Nella figura di Bartolomeo l’autore ha voluto far risaltare il carattere umano che sta alla base dei discorsi e degli eventi ecumenici. Alla narrazione biografica si unisce il ricordo di eventi storici, in particolare quelli che riguardano le dichiarazioni religiose. Ad esempio, al Congresso dei capi delle religioni mondiali nel 2006, in Kazakistan, Bartolomeo dichiarò che «il patriarcato ecumenico partecipa con fervore al dialogo e alle consultazioni interconfessionali che mirano a promuovere l’armonia, la solidarietà e la comprensione». Questo intervento riflette un sentire comune nel mondo attuale, secondo il quale ogni essere umano – cristiano o non cristiano – è chiamato a costruire, sulla base dell’umanità condivisa, ponti piuttosto che muri.

L’autore menziona poi la dichiarazione comune firmata da Francesco e Bartolomeo al Fanar nel 2014: «Come leader cristiani, esortiamo tutti i leader religiosi a proseguire e a rafforzare il dialogo interreligioso e a compiere ogni sforzo per costruire una cultura di pace e di solidarietà fra le persone e fra i popoli» (p. 48).

L’atteggiamento di autentico dialogo vissuto da Bartolomeo si pone in continuità con quell’espressione coniata nel preambolo dello storico incontro tra il patriarca Atenagoras e papa Paolo VI, cioè «il dialogo d’amore» (p. 66), che prende forma nel «primato di servizio» (p. 141). Pertanto, il primato tra pari non è altro che il primato nel servizio dell’altro. Quando manca la carità, il dialogo è solo una comunicazione arida del proprio io e delle proprie motivazioni, mentre l’amore rende fertili le relazioni interumane e permette la realizzazione della volontà di Gesù «che tutti siano una sola cosa» (Gv 17,21).

Bartolomeo, che ha ricevuto il titolo di «patriarca verde» (p. 163), viene citato da Francesco nell’enciclica Laudato si’ (al n. 9). Il pensiero del Patriarca sull’ecologia si chiarisce in queste sue parole al Convegno tenutosi l’8 novembre 1997 a Santa Barbara, in California: «Un crimine contro la natura è peccato. Gli esseri umani che provocano l’estinzione di una specie e distruggono la biodiversità della creazione divina; gli esseri umani che degradano l’integrità della terra provocando cambiamenti climatici, privando la terra delle sue foreste naturali e distruggendone le paludi; gli esseri umani che nuocciono ai loro simili facendoli ammalare o contaminando le acque, i terreni, l’aria e la vita della terra con sostanze velenose … commettono peccato» (pp. 164 s).

JOHN CHRYSSAVGIS
Apostolo e profeta. Vita e opere di Bartolomeo I, Patriarca ecumenico di Costantinopoli
Bologna, EDB, 2018, 244, € 20,00.

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