Vincent Van Gogh, “Il seminatore”, Arles, 17 – 28 giugno 1888 ca © Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands

VAN GOGH O L’ARTE SENZA METAFORA

Quaderno 4142

pag. 190 - 195

Anno 2023

Volume I

21 Gennaio 2023
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Il pittore Vincent van Gogh (1853-90), relegato, durante la sua vita, alla più assoluta anonimità senza aver venduto quasi nulla, viene nuovamente riscoperto a Roma, in una mostra che si svolge al Palazzo Bonaparte fino al 26 marzo 2023, e in cui è esposta una selezione di 40 sue opere, tra dipinti e disegni provenienti dalla collezione Kröller-Müller di Otterlo, la seconda al mondo per importanza, dato il suo cospicuo patrimonio.

La peculiarità di tale iniziativa consiste nel fatto di documentare non soltanto gli anni della maturità dell’artista, ma anche gli esordi, i primi investimenti affettivi, le inibizioni, le continue acquisizioni in materia di tecnica pittorica e le regressioni dovute al modesto ripagamento degli sforzi.

Così, quando si presenta un’occasione del genere, si rafforza l’idea che il profilo spirituale e mistico del pittore olandese sia realmente una chiave di ingresso nel suo universo di creazione.

Vincent van Gogh, la sua ultima versione de “Il Seminatore” – © Kröller-Müller Museum, Otterlo, The Netherlands

L’evidenza delle linee increspate o tratteggiate non senza un certo nervosismo, la frenesia che caratterizza i suoi scorci di paesaggio o di vita quotidiana sono segno della ricerca di una raffinatezza assoluta e della particolare sensazione del sacro.

Anche quando le sue tele offrono allo spettatore l’orizzonte monotono di una pianura o la forma quasi selvaggia delle facce di contadini, Van Gogh avvolge la sua arte di un realismo sbalorditivo. Egli vuole liberare il suo spettatore dall’impegno di immaginare il bello o il brutto, per condurlo all’esperienza dirompente del reale, oltre ogni coloritura metaforica.

«La terra su cui stai è santa»

Van Gogh è figlio di un pastore protestante e ha ricevuto una profonda educazione religiosa, preparandosi a entrare in seminario. Eppure, paradossalmente, non è stata la Bibbia a parlargli direttamente, né la pietà dei genitori, ma l’immagine di una chiesa abbandonata in una pianura vicino al villaggio natio.

Si tratta di una torre rimasta in piedi dopo il crollo delle mura…

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