(foto: Vatican Media)

LA “RIVOLUZIONE” DELLE DONNE IN IRAN

Quaderno 4142

pag. 148 - 157

Anno 2023

Volume I

21 Gennaio 2023

Le donne iraniane contro il velo obbligatorio

Le recenti «insurrezioni di donne» in Iran, scoppiate quasi per caso in un contesto politico ed economico molto delicato, stanno da mesi sconvolgendo quel Paese.

Con il passare dei giorni, esse sono andate oltre la semplice rivendicazione riguardante l’uso obbligatorio del hijab, divenendo una contestazione globale della Repubblica islamica e della sua guida suprema, Ali Khamenei. Alcuni analisti, anticipando forse i tempi, parlano addirittura di una «nuova rivoluzione» politica e culturale.

Il tutto è nato da un fatto apparentemente isolato, ma che, in realtà, riguardava milioni di donne. Va ricordato che anche le primavere arabe del 2011 erano scaturite dall’autoimmolazione di un venditore ambulante, al quale, nel villaggio di Sidi Bouzid (nel centro della Tunisia), era stato confiscato il carretto; il che aveva dato origine a numerose manifestazioni o insurrezioni di popolo, che si andarono in breve tempo estendendo a macchia d’olio a tutto il Medio Oriente.

Era il 13 settembre 2022 quando la ventiduenne curda Mahsa Amini è stata bloccata a Teheran da una pattuglia della polizia morale, che l’ha arrestata perché portava il velo in modo «non appropriato», lasciando libere alcune ciocche di capelli.

Portata in caserma, è stata torturata e percossa fino alla morte. La foto che la ritrae in coma in un letto di ospedale ha fatto esplodere il Paese. Mahsa è morta il 16 settembre, per le violenze subite, anche se un comunicato del governo recitava: «Mahsa Amini è morta per malattia, e durante la breve detenzione non è stata picchiata».

Da quel momento decine di migliaia di donne, accompagnate anche da uomini, in molte città dell’Iran si sono riversate nelle piazze per diverse settimane, scoprendosi il capo e spesso improvvisando dei falò di hijab, al grido: «Donna, vita, libertà!».

A questo slogan se ne sono presto uniti altri più compromettenti, che hanno allarmato la dirigenza politica: «Morte al dittatore!»; «Morte a Khamenei!», mentre qualche decennio fa gli stessi manifestanti…

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