RECENSIONE

QUESTIONI APERTE SULLA PRESENZA DELLA SANTA SEDE NEL DIRITTO INTERNAZIONALE

Fernando Chica Arellano

Quaderno 4039

pag. 99 - 101

Anno 2018

Volume IV

6 ottobre 2018

Santa Sede e diritto internazionale sono due termini che ai più possono risuonare come un inconciliabile ossimoro. Se vi è chi si chiede per quale ragione la Chiesa debba avere un suo impianto giuridico, ancor più vi è chi pensa che l’attività della Santa Sede sia sostanzialmente morale, salvo qualche accordo con lo Stato italiano per poter mantenere l’apparato fisico della Città del Vaticano. Questo volume, invece, attingendo a un’intuizione del professor Vincenzo Buonomo, presenta una ricerca volta a mostrare come la Santa Sede sia oggi un soggetto attivo nell’ambito della comunità internazionale, non soltanto su un piano che definiremmo «politico» (nel senso di qualità delle scelte), ma anche sul piano propriamente «giuridico».

Il libro identifica la personalità giuridica della Santa Sede, volendo dimostrare come essa si descriva in base al principio di «effettività», secondo il quale un soggetto, per definirsi sovrano, dev’essere in grado di esercitare lo jus legationis, lo jus conventionis e lo jus standi, superando quindi il criterio di popolo-governo-territorio, più adatto per l’entità Stato della Città del Vaticano che per la Santa Sede, che per questo è spesso definita «soggetto sui generis».

La Santa Sede opera al pari degli Stati, negoziando e declinando gli obblighi internazionali con strumenti giuridici comuni e propri, e secondo propri margini di apprezzamento. Così si comprende come l’ordinamento canonico interagisca con l’ordinamento internazionale in una forma tuttora vitale, consentendo che gli effetti giuridici degli impegni internazionali possano riflettersi ben al di là dell’ambito propriamente sovrano.

Per questo la ricerca s’impernia in primo luogo sul rapporto tra il soggetto Santa Sede e la Chiesa come fonte del diritto canonico, attraverso una rilettura del dato giuridico-canonico in una prospettiva teologica, secondo la chiave interpretativa della communio. Così vengono evidenziati il ruolo dei soggetti di governo sul piano giuridico-canonico, le Chiese locali, lo stile sinodale, fino alla rilevanza della compagine ecclesiale del laicato. Di fatto, anche sul piano internazionale le componenti sociali assumono un ruolo sempre più importante quanto alla produzione di standard la cui obbligatorietà emerge più dalla pratica che dalla loro fonte formale.

Inoltre, è ben noto che gli accordi bilaterali con gli Stati non sono più gli unici atti internazionali della Santa Sede: molta della sua attività oggi si dispiega in riferimento alle numerose organizzazioni internazionali. Per questo la seconda parte del volume si focalizza su tale ambito, mostrandone i tratti evolutivi.

Poi l’A. introduce il tema dell’ampia produzione dei Comitati costituiti a Ginevra con il compito di implementare le nove convenzioni sui diritti umani del sistema delle Nazioni Unite. Essi definiscono il proprio repertorio jurisprudence, sebbene non siano investiti di facoltà giurisdizionali. Di qui l’equilibrio tra l’ottemperanza agli obblighi internazionali e la libertà per un’interpretazione secondo un legittimo margine di apprezzamento.

Poiché il tema dei diritti umani, sensibile per la connotazione valoriale metagiuridica, tocca beni giuridici che da non pochi autori vengono riferiti a norme di jus cogens, l’A. entra nell’argomento per coglierne i tratti già definiti e quelli ancora discussi, nella differenza con le obbligazioni erga omnes. Queste due categorie segnano pure la linea minima della responsabilità internazionale, anche per la Santa Sede.

Infine, se l’immaginario ci consegna l’aspettativa di una Comunità internazionale ben integrata nei suoi diversi livelli, l’esperienza – quanto meno in Europa ci presenta un quadro che è lungi dall’essere univoco. Qui lo studio evoca alcuni casi in cui si può vedere come la Santa Sede agisca efficacemente sul piano giuridico internazionale, pur nelle pieghe di un’integrazione di ordinamenti ancora da realizzare pienamente.

In sintesi, possiamo apprezzare lo sforzo dell’A., che intende superare paradigmi già noti, aprendo la strada a una riflessione volta a nuove prospettive, incentrate soprattutto sul diritto internazionale nella dimensione delle relazioni multilaterali.

LUCA CAVEADA
Questioni aperte sulla presenza della Santa Sede nel diritto internazionale
Milano, Wolters Kluwer – Cedam, 2018, 554, € 58,00.

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