RECENSIONE

MARIA-ECCLESIA

Prospettive di una teologia e una prassi ecclesiale fondata in senso mariano

Lorenzo Gilardi

Quaderno 4037

pag. 436 - 438

Anno 2018

Volume III

1 settembre 2018

Dopo il periodo post-conciliare – in cui gli studi sulla figura di Maria hanno attraversato un momento di crisi nei metodi e nei contenuti, e di riduzione d’interesse verso il suo ruolo nella dinamica della salvezza –, la riflessione mariologica ha ripreso nuovo vigore, ha approfondito i temi mariani in prospettiva biblica e patristica e ha valorizzato il significato di Maria per la vita e la santità ecclesiale.

Questo studio di Greshake è un vero e proprio trattato dogmatico di mariologia contemporanea. Consistente e argomentato, il percorso del libro si fonda sulle ultime acquisizioni della teologia biblica e sulla rilettura in profondità della tradizione teologica e devozionale della Chiesa su Maria, alla luce dell’ecclesiologia conciliare e delle diverse prospettive ecumeniche.

Il volume si compone di due grandi parti. La prima è composta da sette capitoli e presenta la figura di Maria nella Sacra Scrittura, nella dottrina della Chiesa e nella storia della teologia. I contenuti si sviluppano intorno ai titoli di Madre, Vergine, Immacolata, Assunta e Sapienza, con un cenno alla comprensione di Maria nelle Chiese riformate e ortodosse. Nella seconda parte, formata da cinque complessi capitoli, la riflessione su Maria si concentra su tre prospettive: Maria come donna credente; come inizio e prototipo della Chiesa; e come forma personale della creazione.

Tra la prima parte – storica – e la seconda – teoretica –, secondo l’A. «esiste intenzionalmente una certa tensione, in quanto qui [nella seconda parte], a differenza della parte precedente, viene messo in evidenza appunto ciò che in Maria vi è di “singolare”» (p. 20).

Approfondendo il significato di Maria nella vita della Chiesa e nell’insieme della creazione alla luce della storia della salvezza e della storia dei dogmi, la parte teoretica offre un contributo notevole per una nuova comprensione della fede e dell’antropologia, con risvolti pratici sull’agire ecclesiale: «Se Maria è la credente per antonomasia, lei deve essere anche il criterio del modo in cui si vive la fede della chiesa. Se lei è la chiesa in persona, tutti gli aspetti della vita della chiesa devono trovare in lei il loro orientamento» (p. 21).

Alcuni punti di questa riflessione teologica richiedono attenzione per una corretta comprensione del percorso. Il primo è la concezione di Maria come typos, ossia simbolo, figura e realizzazione esemplare della Chiesa: pertanto, tutto ciò che è attribuito dalla fede e dall’amore a Maria può essere attribui­to anche alla comunità ecclesiale. La comprensione tipologica di Maria ha origine dalla concezione veterotestamentaria della personalità corporativa, sviluppata in senso tipologico per Cristo e per Maria nel Nuovo Testamento. L’A. ricorda che «l’interpretazione tipologica mira a portare alla luce il “modello fondamentale” che collega i diversi modi dell’agire storico di Dio» (p. 64). Maria è presentata quindi come typos del credente e dell’intera comunità ecclesiale e viene identificata con essa; per questo lungo tutto libro, e non solo nel titolo, ritorna l’espressione «Maria-Ecclesia».

Un secondo punto significativo è la comprensione dell’atto di fede, sviluppata, tra la prima e la seconda parte, sul modello della fede di Maria. L’A. riprende le espressioni tradizionali fides qua e fides quae, ma le interpreta alla luce della nuova teologia della rivelazione, in cui l’autocomunicazione di Dio è vista come dono, offerto e accolto all’interno di una relazione personale analoga all’amore sponsale. Il vero dono crea la possibilità dell’accoglienza e il desiderio di ricambiare, in una dinamica di riconoscimento e di costituzione ontologica: «L’amore di Dio crea in Maria una creatura libera, che da sempre ha ricevuto in dono l’amore, per attendersi, anzi per sperare da lei la risposta dell’amore» (p. 404).

Un terzo punto che caratterizza questa mariologia è l’attribuzione del titolo di «Sapienza» a Maria, in prospettiva biblica ed escatologica. Identificando Maria con la sapienza creata pre-temporale, l’A. riprende le antiche questioni sulla Chiesa primigenia e fonda nell’eterno pensiero di Dio l’esistenza della Chiesa e di Maria. Un’affermazione di p. Wilhelm Klein ispira la sua riflessione: «Questo a priori è una persona, Maria, la creazione pura, o ancora meglio: l’a priori è una relazione personale, vale a dire l’unione sponsale del Dio unitrino con la “sapienza creata”, una unione sponsale che si compie fin dal principio e che da allora si realizza continuamente» (p. 518). La figura di Maria offre così la possibilità di rileggere la storia della salvezza e l’intera creazione da una prospettiva sponsale, nella quale la relazione intima e costitutiva di Dio con la creazione è vista come dono accolto e ricambiato ed è realizzata nell’incarnazione.

Il percorso teologico, ben fondato biblicamente e storicamente, fa riferimento prevalentemente a teologi dell’area culturale tedesca, come Karl Rahner, Hans Urs von Balthasar, Joseph Ratzinger, Thomas Pröpper e altri, ed esprime la sensibilità di quel contesto ecclesiale. La comprensione di Maria come luogo della Sapienza divina, illustrata infine con sei tavole a colori, costituisce la chiave di lettura unificante di questa mariologia.

GISBERT GRESHAKE
Maria-Ecclesia. Prospettive di una teologia e una prassi ecclesiale fondata in senso mariano
Brescia, Queriniana, 2017, 688, € 76,00.

Acquista il Quaderno