CORPO E CARNE

Fondamenti patristici in Ireneo e Tertulliano

Quaderno 4037

pag. 367 - 379

Anno 2018

Volume III

1 settembre 2018

ABSTRACT – L’essere umano ha un corpo o è corpo? La filosofia, in particolare la fenomenologia, è l’ambito di studio che più si è occupato di tale questione. Tuttavia, anche la teologia ha molto da dire, e deve esaminare in profondità la questione a partire dal dialogo con i dati filosofici, perché, fra le altre ragioni, il cristianesimo è la religione del Corpo di Cristo, che provoca una svolta nella comprensione di Dio e dell’essere umano.

Se oggi l’incarnazione di Dio suscita ancora scandalo, all’inizio dello sviluppo del pensiero cristiano ne ha suscitato ancora di più. I Padri della Chiesa hanno dedicato molto tempo a fare l’apologia dell’autentica visione cristiana, in particolare a giustificare novità così grandi come l’incarnazione e la risurrezione del Figlio di Dio. Prendendo le distanze da un’antropologia dualista che sostiene la separazione corpo-anima, è possibile giungere a percepire l’importanza della carne come portatrice di vita divina.

Nell’articolo si esaminano il pensiero di Ireneo di Lione e di Tertulliano, che in particolare ebbero a confrontarsi con lo gnosticismo. Per lo gnostico, il mondo è l’inferno, perché la materia, opposta allo spirito, impedisce di vivere appieno la dimensione della vera patria, il pleroma, ossia il mondo della pienezza divina. Ireneo si oppone radicalmente a tale visione. Nel libro V dell’Adversus haereses Ireneo dà particolare rilievo alla risurrezione della carne. «Disprezzano la potenza di Dio e non contemplano la verità coloro che guardano alla debolezza della carne senza considerare al tempo stesso la potenza di colui che la risuscita dai morti».

Come Ireneo, anche Tertulliano si oppone con forza alle eresie gnostiche. Il suo intento è la difesa della verità della rivelazione, in modo particolare a partire dal mistero dell’incarnazione. Plasmando l’uomo nella Creazione, «qualsiasi forma fosse impressa al fango, [Dio] pensava che in essa Cristo si sarebbe fatto uomo, che sarebbe stato ciò che allora era il fango, e che il Verbo si sarebbe fatto carne, che era allora solo della terra». Per molti, il fatto che Dio assumesse la natura corporea, la carne, l’umanità era – e per qualcuno continuerà a esserlo? – una cosa impossibile.

In conclusione, possiamo dire che la carne è essenziale per la salvezza dell’essere umano, ed è per questo che Tertulliano ha espresso tale concetto con una formula precisa: «Caro salutis est cardo», «la carne è il cardine della salvezza». La carne non è spregevole, non è un elemento secondario nella vita umana, ma è proprio il contrario: è una realtà fondamentale nell’ottica di un rapporto fatto di contatto e di vicinanza fra Dio e l’essere umano.

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BODY AND FLESH. Patristic foundations in Irenaeus and Tertullian

Christianity causes a turning point in the understanding of God and of the human being. If today the incarnation of God is still considered scandalous, at the beginning of the development of Christian thought it was even greater. The Fathers of the Church devoted much time to apologetics and putting forth the authentic Christian vision, in particular to justify such great novelties as the incarnation and resurrection of the Son of God. In this article we focus on the corporeal reality of humanity, from which the Son of God was born. We try to understand the importance of the body for God, because, according to Irenaeus of Lyons and Tertullian, it is the body itself which brings divine life. The Author teaches at the Colégio das Caldinhas in Portugal.

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