RECENSIONE

Luciano Violante

INSEGNA CREONTE

Tre errori nell’esercizio del potere

Insegna Creonte

Antonio Giordani

Quaderno 4110

pag. 542 - 544

Anno 2021

Volume III

18 Settembre 2021
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Il tema centrale del libro è l’errore e la sua presenza nel campo delle attività umane. L’autore, Luciano Violante, ha avuto modo di confrontarsi con questa tematica sia nella veste di magistrato sia in quella di parlamentare e uomo politico. Il libro è, quindi, frutto di riflessioni personali approfondite.

L’architettura del ragionamento si basa su una distinzione tracciata nella prima parte del volume: l’errore giudiziario, sempre possibile nel corso dell’attività decisionale svolta dal magistrato, è un errore che concerne in primo luogo l’accertamento dei fatti realmente avvenuti; l’applicazione della legge rappresenta un momento successivo, che richiede senza dubbio intelligenza e accortezza, ma che, in ultima istanza, si basa sulla certezza relativa allo svolgersi degli eventi. L’errore giudiziario quindi è un errore che riguarda gli eventi trascorsi e, come tale, è sempre possibile, ma dovrebbe essere evitato con un’approfondita ricostruzione dei fatti.

Diverso è il caso dell’errore di previsione che un politico può commettere nel momento in cui prende delle decisioni. In questo caso si tratta di un errore che riguarda il futuro e che può accadere per un’errata interpretazione della situazione presente o per un imprevedibile concatenarsi dei fatti. Come tale, esso non è semplicemente possibile, ma strutturalmente connesso alle incertezze del processo decisionale umano. Esso è, in senso lato, un errore «umano» e, in quanto tale, non contempla la possibilità di un protocollo procedurale che ci metta in grado di evitarlo. Quello di cui abbiamo bisogno è piuttosto un manuale di regole di prudenza e lungimiranza, che ci possa guidare nella difficile arte di prendere la decisione giusta al momento giusto.

Perciò l’autore ha scelto Creonte come figura emblematica per compilare un tale manuale. La visione politica del re di Tebe non è sbagliata in sé, e addirittura, sotto molti aspetti, è più moderna e democratica di quella di Antigone. Il suo errore è umano: nella sua azione si riscontrano tutti quegli errori di valutazione e di comunicazione che portano inevitabilmente al fallimento, per quanto buona possa essere l’idea di partenza. Creonte crede fermamente di essere nel giusto, non è disponibile ad ascoltare le ragioni degli altri, dà origine a conflitti che non è in grado di dominare, non segue le vie della ragione e dell’opportunità, ma piuttosto si lascia trascinare dall’ira e dal risentimento. Insomma, fa tutto quello che un accorto uomo politico non deve mai fare se vuole raggiungere i suoi scopi; e, si badi bene, egli fa tutto questo non per fini di ambizione personale, ma per mettere al sicuro l’autorità del sovrano contro i pericoli dell’anarchia, il peggiore dei mali che possano affliggere una società.

In tal modo, dall’analisi della figura di Creonte l’autore ricava regole di prudenza che risuonano in maniera convincente nel nostro cuore. Esse rappresentano la parte fondamentale della nostra coscienza di uomini occidentali e l’eredità più preziosa che, tramite il cristianesimo, abbiamo ricevuto dalla tradizione greco-romana e da quella ebraica. Con soddisfazione allora seguiamo i ragionamenti sulla base dei quali Violante esamina la storia politica recente, sia italiana sia mondiale, e mostra le ragioni di successi e fallimenti che, al momento, ci erano sembrati piuttosto difficili da spiegare.

E tuttavia si affaccia nella mente del lettore il dubbio che tali criteri non abbiano più validità nella cronaca politica contemporanea. In effetti, questa non ha più come proprio scopo il governo degli uomini, cioè il loro futuro. Questo è scomparso dall’orizzonte politico, e ciò che conta è solo l’immediato presente, la vittoria elettorale, l’accaparramento della scena mediatica.

Proprio nell’ultima parte del libro l’autore raggiunge gli accenti più sinceri e convincenti. Al fondo del suo ragionamento s’intravede la convinzione che questo fallimento della politica contemporanea sia a sua volta l’effetto di un male più profondo, di una mutazione sociale e antropologica dell’uomo contemporaneo. Non resta che attendere, dunque, che Violante conduca l’analisi più in profondità e renda ragione, in un prossimo volume, di questo fallimento originario: è di un esame di questo tipo che noi ora abbiamo urgente bisogno.

LUCIANO VIOLANTE
Insegna Creonte. Tre errori nell’esercizio del potere
Bologna, il Mulino, 2021, 160, € 12,00.

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