RECENSIONE

IMPARARE A SORRIDERE

La gioia del Vangelo

Quaderno 4039

pag. 92 - 93

Anno 2018

Volume IV

6 Ottobre 2018
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Uno degli scopi della «Fondazione Carlo Maria Martini», nata nel 2013 per iniziativa della Provincia d’Italia della Compagnia di Gesù, è quello di far conoscere sempre meglio gli scritti del cardinale e gesuita, scomparso nel 2012. Essa ha come iniziativa principale quella di un’edizione dell’Opera omnia, che ha già visto la pubblicazione di quattro volumi (La cattedra dei non credenti; Esercizi spirituali sui Vangeli; Giustizia, etica e politica nella città; La scuola della Parola) e che non esclude pubblicazioni separate di inediti, o la riedizione delle più significative opere del passato.

L’editrice Piemme vantava circa 30 titoli, e nel 2016 ha pubblicato un inedito, Il sole dentro; nel 2017 ha ripubblicato Parole per l’anima. Dizionario di spiritualità; e quest’anno Imparare a sorridere. La gioia del Vangelo, che riprende un corso serale di Esercizi spirituali di 5 giorni, trasmesso per radio nel 1988, in occasione del centenario dalla morte di san Giovanni Bosco.

Il volumetto, che aveva come titolo originario La gioia del Vangelo, è stato impreziosito da una spiegazione completa, fatta dal cardinale, del metodo della Lectio divina. In questa occasione, egli commenta ben otto fasi (lectio, meditatio, oratio, contemplatio, consolatio, discretio, deliberatio, actio), al posto delle consuete tre, ponendo inoltre in risalto quell’accorgimento che sant’Ignazio di Loyola propone per arricchire la preghiera, e cioè applicare ai singoli punti della meditazione le tre facoltà dell’anima – memoria, intelletto e volontà –, secondo un’antica tradizione che risale a sant’Agostino.

Il testo preso in esame negli Esercizi serali è l’episodio delle nozze di Cana (Gv 2,1-12). Il card. Martini soddisfaceva con il brano anche la sua attenzione perché venissero ripresi e valorizzati alcuni temi importanti del cammino che la diocesi di Milano andava facendo nei suoi primi otto anni di servizio pastorale.

Con il «gusto» – potremmo dire – di chi pratica in profondità l’esegesi, la preghiera e l’esperienza pastorale, il cardinale nelle cinque sere accompagna l’ascoltatore in quell’itinerario che lo conferma come lo stare con Gesù, l’avere abitualmente intimità con lui, sia la condizione ordinaria del cristiano che ne acquista appunto una sorta di «gusto», che è addirittura più piacevole del vino migliore (cfr Sal 4,8).

In questa abitudine positiva riveste un ruolo fondamentale l’attenzione costante di Maria, che come Madre si accorge delle nostre carenze e delle nostre difficoltà e prega suo Figlio di aiutarci. Se entreremo sempre più in familiarità con Gesù e con Maria, aumenterà la nostra fiducia in loro, e «nulla mai ci mancherà», come la gioia e il sorriso, che sono caratteristiche della grazia abituale.

CARLO MARIA MARTINI
Imparare a sorridere. La gioia del Vangelo
Milano, Piemme, 2018, 108, € 16,00.

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