RECENSIONE

IL VOLTO: EPIFANIA E MISTERO

Letture dai due Testamenti

Lorenzo Gilardi

Quaderno 4087

pag. 95 - 96

Anno 2020

Volume IV

3 Ottobre 2020
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Il tema del volto ha acquistato nella filosofia contemporanea una presenza diffusa e significativa. Dalla fenomenologia di Edmund Husserl, con la distinzione tra fenomeno ed essenza, a Romano Guardini ed Emmanuel Lévinas, con l’importanza della relazione interpersonale e della responsabilità etica, il volto ha riproposto il valore della persona come mistero da accogliere e comprendere in profondità.

In questo libro l’autore, docente di Esegesi e di Teologia biblica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, propone un percorso sulla tematica del volto all’interno della Sacra Scrittura, mostrando come in alcuni momenti della storia della salvezza il volto sia stato una categoria fondamentale per poter accogliere la rivelazione divina ed esprimere l’intersoggettività dialogica che si apre alla trascendenza. In un passaggio di sintesi, spiega: «Ritrovare la centralità di Dio negli impegni quotidiani significa ritrovare il senso; un compito non solo necessario, ma indispensabile […]; solo la ricerca del Volto dà senso a ciò che facciamo e agli abissi di tenebra e di vuoto, di inconsistenza e di abbandono, che ogni vita comporta» (p. 67).

Riprendendo l’etimologia del termine «volto», l’autore fa notare che l’ebraico panim è sempre al plurale e ha un significato relazionale; il greco prosopon è invece al singolare, ma la preposizione pros indica l’orientamento dello sguardo verso l’altro/a da vedere; in latino, i due termini facies e vultus, passati in italiano come «viso», indicano rispettivamente l’aspetto visivo e fisico, e la persona stessa, con i suoi sentimenti, stati d’animo e desideri. Il «volto/viso» manifesta quindi l’essenza profonda della persona umana e diventa lo specchio dell’anima e della volontà.

Grilli inizia questo cammino biblico dalla Genesi, dove il tema del volto è presente nella creazione dell’essere umano a immagine di Dio, e poi della donna a somiglianza dell’uomo; il loro stare uno di fronte all’altra esprime la natura relazionale dell’essere umano, la quale rimane anche con gli animali, chiamati per nome, e le altre creature, gestite con responsabilità.

Il tema del volto ritorna con Abramo, Isacco e Giacobbe, con una pluralità di significati e modalità relazionali, ed è applicato alla presenza di Dio, nella quale esso però rimane nascosto e mediato solo dalla parola. Nell’Esodo, il volto di Dio è una presenza ineffabile, per cui non può essere visto, anche se la sua volontà e la sua misericordia vengono mostrati a Mosè; infatti, l’autore ricorda che «il nome che non si può pronunciare e il volto che non si può vedere sono manifesti nella sua misericordia» (p. 76). Un’esperienza analoga di presenza-invisibilità è vissuta da Elia nella caverna dell’Oreb.

Il tema giunge all’apice del Primo Testamento con il Salmo 27, dove, secondo la traduzione di Grilli, al v. 8 si legge: «Il mio cuore mi dice da parte tua: “Cercate il mio volto!”. Io cerco il tuo volto, o Jahwe; non nascondermi il tuo volto!» (p. 98). L’anelito profondo dell’umanità, espresso dal salmista, troverà la sua adeguata corrispondenza, con l’incarnazione del Verbo, nel volto di Gesù Cristo. Questo è un volto umano in cui traspare la realtà divina, un volto che-sta-di-fronte e che è caratterizzato dai segni dell’umiltà e dell’amore. Un volto che apparirà sfigurato e sofferente; un volto che con la sua morte ha reso vivibile la nostra morte; ma anche un volto trasfigurato e luminoso, un volto che rivela la sua e la nostra identità, il suo e il nostro mistero. Il volto del Risorto diventa così il volto di chi ci sta accanto, come ricorda l’autore: «Grazie al volto dell’altro, che riconosco distinto dal mio, divento cosciente della differenza e ritrovo la capacità di essere autenticamente me stesso e di sviluppare un progetto per la mia esistenza» (p. 161). Il volto dell’altro, accolto e conosciuto, ci rivela dunque il volto di Dio.

Questo libro offre, dunque, un itinerario biblico ordinato, prezioso per la meditazione personale e utile per l’aggiornamento teologico. Va ricordato, infine, che il volto ha avuto anche una presenza consistente e significativa nella storia della comunità cristiana, sia nelle arti figurative, sia nella devozione popolare, ed è stato una delle categorie più eloquenti della dinamica della rivelazione divina.

MASSIMO GRILLI
Il volto: epifania e mistero. Letture dai due Testamenti
Magnano (Bi), Qiqajon, 2019, 172, € 16,00.

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