RECENSIONE

IL PAPA GAUCHO E I DIVORZIATI

Questo matrimonio (non) s’ha da fare

Gianna Forlizzi

Quaderno 4053

pag. 300 - 302

Anno 2019

Volume II

4 Maggio 2019
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Il riferimento al gaucho del poema di José Hernández, presente nel titolo, allude metaforicamente al ruolo di papa Francesco, che deve custodire la tradizione davanti alle sfide di una modernità in cui la famiglia è declinata secondo vari modelli: questione che il Papa ha affrontato nei due Sinodi del 2014 e 2015, dai quali è scaturita l’Esortazione apostolica Amoris laetitia (AL).

Il volume è presentato da Giovanni Cereti, il quale attribuisce all’Esortazione il valore di una svolta epocale, e da Lilia Sebastiani, che ne sottolinea la dovizia di commenti. Con una complessa indagine storico-critica, Luigi Sandri, giornalista, scandaglia l’evoluzione della prassi e della dottrina sulla possibilità dei divorziati e risposati civilmente (indicati con d&r) di accostarsi all’Eucaristia, ripercorrendone le tappe attraverso i relativi interventi papali e magisteriali; le soluzioni indicate dall’Esortazione nel capitolo VIII; la ricezione controversa dell’episcopato mondiale; le ragioni delle obiezioni e del consenso; e ulteriori tematiche correlate, come la sessualità e la contraccezione.

L’influsso di un certo storicismo e del manicheismo nella considerazione negativa della sessualità umana, in contrasto con la visione biblica della bontà della creazione, e una tradizione risalente alla legge del levirato e alla relativa condanna dell’onanismo per secoli hanno regolato la morale in materia matrimoniale. Il Concilio di Trento si pronunciò sull’indissolubilità del matrimonio, anche nei casi di adulterio, ma il canone 7 della 24a sessione (1563) non espresse alcuna condanna della prassi della Chiesa ortodossa, che ritiene lecite le nuove nozze del coniuge «innocente»: eccezione ignorata, ma fondata sul Vangelo di Matteo (5,32).

Inoltre, secondo Cereti, per secoli sono state date interpretazioni e traduzioni erronee di elementi che attengono al canone 8 del Concilio di Nicea I, da cui si deduce che nel corso della storia della Chiesa si sono applicate dinamiche più tolleranti.

Dal 1917, le affermazioni stabilite dal Codex iuris canonici sull’indissolubilità del matrimonio e sulla procreazione quale fine primario del matrimonio sono state la direttiva del clero. L’Enciclica Casti Connubii di Pio XI ribadì la condanna dell’onanismo. La stessa posizione fu poi mantenuta da Pio XII.

La Costituzione Gaudium et spes del Concilio Vaticano II ha introdotto il primato dell’amore nel matrimonio, ma sulla questione della regolazione delle nascite e sul fine del matrimonio si è levato un acceso dibattito tra i padri conservatori e quelli progressisti, i quali ritenevano che le scoperte scientifiche imponessero di superare la visione fisicista e l’appello alla legge naturale, a favore di un’etica personalista.

L’Enciclica Humanae vitae di Paolo VI (1968) non ha tenuto conto dei nuovi fermenti e ha riaffermato l’etica fisicista, che poi è stata sostenuta anche da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI.

A partire dal capitolo VI, l’A. passa a trattare eventi relativi al pontificato di papa Francesco. Nel Sinodo straordinario sulla famiglia del 2014, che aveva il compito di preparare il successivo Sinodo ordinario del 2015 e il suo Instrumentum laboris, si profilano segnali di un confronto dialettico tra i padri sinodali. Nella Relatio Synodi del 2015 prevale, verso i d&r, la logica dell’accompagnamento pastorale e dell’integrazione, da realizzare attraverso il discernimento delle situazioni e la partecipazione alla vita della Chiesa con formule già individuate dalla Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II, ma non c’è nessun pronunciamento sull’Eucaristia ai d&r.

Nel 2016 viene pubblicata l’Esortazione apostolica Amoris laetitia, in cui si esalta la grandezza dell’ideale del matrimonio cristiano, mentre le situazioni soggettive che lo realizzano parzialmente vengono considerate secondo la legge della gradualità, che non dà per acquisita la piena comprensione della dottrina. D’altra parte, a questa si deve tendere con il discernimento, l’accompagnamento dei pastori e i sacramenti, trasformando le fragilità in opportunità di cammino, secondo il dettato di papa Francesco: la dottrina è immutabile e la pastorale è variabile.

I capitoli X e XI del libro esaminano rispettivamente le ragioni pastorali del «sì» e le ragioni teologiche del «no» di quei porporati che richiedono al Papa una normativa generale di tipo canonico. Solo un nuovo Concilio – afferma l’A. – potrà dirimere la questione dell’Eucaristia ai d&r e i nodi dottrinali, storici e teologici che emergono da essa.

LUIGI SANDRI
Il Papa gaucho e i divorziati. Questo matrimonio (non) s’ha da fare
Roma, Aracne, 2018, 356, € 19,00.

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