RECENSIONE

IL GIORNO PRIMA DELLA PACE

Francesco Pistoia

Quaderno 4062

pag. 542 - 543

Anno 2019

Volume III

21 Settembre 2019
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Lucia Capuzzi, giornalista di Avvenire, si occupa da anni di questioni latinoamericane. L’attività giornalistica, che conduce con forte spirito civico, si traduce spesso in arte narrativa e sempre offre spunti di riflessione su complessi problemi attuali, come possiamo vedere anche nelle pagine di questo libro.

Esso racconta la guerra spietata e crudele, la più lunga dell’Occidente, che ha tormentato e lacerato la Colombia. Non mancano saggi di robusto impianto su tale tragedia, ma sono soprattutto i romanzi a darne una chiara e viva percezione: Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcìa Márquez, Los ejercitos di Evelio Rosero, Il rumore delle cose che cadono di Juan Gabriel Vázquez, e altri, di cui si occupa Alessandra D’Andria nelle pagine finali.

E allo stesso genere letterario appartiene il libro della Capuzzi. Tre donne – Laura, Natalia, Guadalupe –, sopravvissute all’immane conflitto, ne raccontano origini, trame, inganni, evoluzione, con frammenti di diario, appunti, ricordi che vanno al cuore di una storia fatta di odio e di sofferenze umane. Laura afferma: «Vittima? Non permetto a nessuno di chiamarmi così. Ho versato il mio contributo di sangue, sì. Ma sono viva. Non mi hanno ucciso. Non mi hanno cancellato da questo Paese di ossa conficcate sul terreno come alberi» (p. 30). Natalia: «Se penso alla pace, mi vengono in mente campi coltivati. Lunghi filari con tanti tipi di piante. In mezzo, contadini al lavoro. Non, però, con gli occhi rassegnati dei miei. Uomini e donne con lo sguardo sereno, perché sanno che i loro figli avranno cibo, cure e istruzione. Non so se la pace è così. Ma di sicuro è ciò che finora non abbiamo avuto» (p. 34). Guadalupe: «Sono passati due anni. Vorrei sapere chi dice che il dolore s’acquieta con il tempo. Io sto sempre peggio. L’unica forza che mi tiene in piedi è la rabbia. Contro chi ha fatto questo al mio ragazzo ubbidiente, dolce, gentile […], ammazzato come un cane davanti a tutta la comunità, a mo’ di ammonimento» (pp. 65 s).

Generazioni intere vissute nella paura: una guerra feroce resa anche più violenta dal narcotraffico. Gli appunti delle tre donne, che rappresentano tante vittime sopravvissute, portano il lettore nel cuore di una tragedia immensa: conflitto tra fazioni (Fuerzas armadas revolucionarias de Colombia-Farc, Autodefensas unidas de Colombia-Auc, paramilitari, operatori di vendette), clima di sospetti e disperazione trasformano l’uomo in strumento di morte. L’autrice scava nel profondo del cuore umano e ne rileva l’ansia, il grido di pace, anche il bisogno di perdonare e agevolare tentativi di riconciliazione. E c’è chi incontra i propri torturatori e perdona nel nome di Dio e con l’anima protesa a costruire un mondo nuovo, un mondo umano.

Il capitolo «A proposito di Dio e della Colombia», una lettera ad Alex, fornisce i dati necessari per la comprensione dell’intero racconto. Più di mezzo secolo fatto di sangue. E un contesto internazionale difficile e colmo di oscuri malintesi. Ma arriva il giorno della pace; quando ci si interroga e si percepisce il disastro, rinasce il desiderio ardente di salvare i valori che contano: la persona, la famiglia, la democrazia, la giustizia. Uomini e donne lavorano con tutte le forze, vogliono costruire un mondo di giustizia non con le armi, ma con la parola e con la politica.

Papa Francesco è presente nel loro cuore; ne apprezzano l’azione discreta ma incisiva: l’ Angelus a Cuba e un viaggio straordinario in un solo Paese, in Colombia. E davvero ci si rende conto, in situazioni così gravi, che il cuore del cristianesimo è l’amore per il nemico (p. 15). Così arriva la pace. È il 24 novembre 2016.

La pace è una conquista che si compie giorno per giorno. Il discorso del «coraggioso» gesuita Francisco De Roux, pronunciato il 28 novembre 2018 per l’inaugurazione della Commissione Verità, fa il punto sui problemi che la Colombia è chiamata ad affrontare dopo la guerra e suggerisce percorsi impegnativi da compiere con la speranza nel cuore e con animo sereno.

Questo è un libro interessante, di agile lettura, ricco di spunti. È un discorso sulla pace, sulla carità, su pensieri e sentimenti che guidano l’uomo, anche nei momenti più difficili, sui sentieri di Dio. Libro per tutti, per quanti amano la pace e la libertà, è un invito all’impegno comunitario per la conquista e la promozione dei diritti umani. 

LUCIA CAPUZZI
Il giorno prima della pace
Roma, Città Nuova, 2019, 120, € 14,00.

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