Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte in occasione del giuramento (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

IL SECONDO GOVERNO CONTE E L’ALLEANZA M5S-PD

Quaderno 4062

pag. 485 - 492

Anno 2019

Volume III

21 settembre 2019

Il contesto dell’articolo. Dopo la crisi aperta da Matteo Salvini lo scorso 8 agosto, il 5 settembre 2019 il 66° governo repubblicano presieduto da Giuseppe Conte ha giurato nelle mani del Presidente della Repubblica.

Perché l’articolo è importante?

L’articolo innanzitutto ripercorre le tappe della crisi del governo giallo-verde. Durante l’estate, invece di parlare di calciomercato, il Paese si è ritrovato a valutare una possibile via per uscire dalla crisi: un governo di «garanzia elettorale», che gestisse i prov­vedimenti più urgenti ed evitasse l’esercizio provvisorio prima del voto, o un «governo tecnico», guidato da esponenti riconosciuti a livello internazionale e sostenuto politicamente dal Parlamento, op­pure un governo a tutti gli effetti politico e di legislatura. È pre­valsa questa terza opzione.

L’articolo poi analizza la nuova coalizione M5S-Pd-Liberi e uguali. L’alleanza politica appare dettata da una sorta di conventio ad excludendum verso la Lega di Salvini e dalla volontà di al­lontanare quei pericoli per una democrazia da cui metteva in guar­dia Aristotele: la tirannide dell’uomo solo al comando; l’oligarchia dei pochi ricchi; la politeia in cui decide la massa indistinta.

Infine, si offre una valutazione delle promesse «alte» del nuovo esecutivo, che tuttavia è chiamato a superare il guado dell’autunno e a ricomporre le tensioni interne ai partiti della coalizione e al mondo politico, che devono interpretare le sfide del tempo. In questo contesto, la Chiesa cattolica può contribuire «a rilanciare il dialogo sociale e la collaborazione dei corpi intermedi per placare ciò che Moro definiva il pericoloso “tintinnio di sciabole”».

Quali sono le domande che l’articolo affronta?

  • Riusciranno a conciliarsi le dinamiche politiche di un partito come il Pd con quelle di un movimento come il M5S, in cui convivono insieme esponenti della destra sociale e della sinistra storica? Come si riorganizzerà il centro-destra demo­cratico e liberale di cui il Paese ha bisogno?
  • È davvero finito – come teorizza Putin – lo Stato moderno con la tripartizione dei poteri?

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THE SECOND CONTE GOVERNMENT AND THE M5S-PD ALLIANCE

The 66th Republican government, with Giuseppe Conte as Prime Minister, was sworn in by the President of the Republic on September 5, 2019. Following the political crisis, provoked by Matteo Salvini on August 8, in less than a month, political alliances, government programs and methods have changed. The list of the 21 ministers – seven of whom are women – is the result of a M5S-Pd-Liberi e Uguali three-party coalition agreement. Standing before the deputies, President Conte promised to commence from social dialogue, from sobriety in words and from industriousness in action. However, the executive is called upon to wade through the autumn ford, and to calm the tensions in the political world.

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