TREDICI NUOVI CARDINALI AL SERVIZIO DELLA CHIESA

Quaderno 4062

pag. 519 - 522

Anno 2019

Volume III

21 settembre 2019

Il contesto dell’articolo. Durante la recita dell’ Angelus del 1° settembre, papa Francesco ha annunciato la nomina di 13 nuovi cardinali, dei quali 10 con diritto di voto. Essi riceveranno la berretta cardinalizia in San Pietro il 5 ottobre.

Perché l’articolo è importante?

L’articolo presenta i nuovi cardinali e prova interpretare il senso della scelta del Pontefice.

Con queste nomine si confermano alcune scelte di papa France­sco. Vengono privilegiate sedi apparentemente poco importanti o di Paesi in cui i cattolici costituiscono un’esigua minoranza, afferman­do così la cattolicità, cioè l’universalità, della Chiesa e l’attenzione alle «periferie», una priorità che papa Bergoglio ha più volte ma­nifestato di prediligere. Così pure si ribadisce la priorità data a una «Chiesa in uscita» e particolarmente attenta ai poveri e agli ultimi.

Il Collegio cardinalizio, inoltre, diventa sempre più internazio­nale, mentre diminuisce la rappresentatività dell’Europa, a beneficio dell’Asia e dell’America Latina. Inoltre, i cardinali, che sono attualmente 213, diventeranno 226, di cui 128 con dirit­to di voto, avendo meno di 80 anni. I cardinali nominati da papa Francesco diventeranno la maggioranza assoluta. Quelli nominati (o «creati», come di solito si dice tecnicamente) da Giovanni Paolo II sono 19, e 42 quelli nominati da Benedetto XVI.

Quali sono le domande che l’articolo affronta?

  • Quali criteri ispirano la scelta del Pontefice?
  • Come si sta modificando il Collegio cardinalizio?

***

THIRTEEN NEW CARDINALS AT THE SERVICE OF THE CHURCH

On the 1 September, during the recitation of the Angelus,  Pope Francis announced the appointment of 13 new cardinals, 10 of whom with voting rights. They will receive the cardinal’s hat in St. Peter’s October 5th. The new appointments show the increasing internationalization of the College of Cardinals, the choice of people who have distinguished themselves in inter-religious dialogue (especially with the Muslim world) and intercultural dialogue, as well as those whose attention has been to the least fortunate, to migrants and to victims of persecution.

Per leggere l’articolo integrale, acquista il quaderno 4062.

Acquista il Quaderno