RECENSIONE

Francesco Occhetta - Mariella Enoc

IL DONO E IL DISCERNIMENTO

Dialogo tra un gesuita e una manager

Quaderno 4114

pag. 408 - 409

Anno 2021

Volume IV

20 Novembre 2021
Voiced by Amazon Polly

Mariella Enoc è una figura che sta decisamente scomoda dentro l’etichetta «manager». L’ho conosciuta in occasione della pubblicazione del volume L’ amore prima del mondo, nel quale papa Francesco risponde alle lettere di bambini provenienti da molte nazioni. Organizzammo una presentazione all’Ospedale «Bambino Gesù» e vidi il suo entusiasmo, anche nella decisione di donare il volume ai bambini passando per i vari reparti.

Tra le pagine di questo volume-intervista ho ritrovato l’operosità materna, caratteristica della sua presenza nell’Ospedale pediatrico della Santa Sede «Bambino Gesù», del quale è presidente dal 2015. La cifra della Enoc è la maternità, non la managerialità. Eppure, la storia di questa donna rivela energie profuse senza risparmio, tenacia, chiarezza di intenti. In questo libro emerge, certo, il racconto degli incarichi di alto profilo e responsabilità che ha assunto nel tempo, ma soprattutto la cifra interiore della sua azione e del suo impegno. La Enoc non fa un elenco di cose fatte e di «successi». Chiaramente è infastidita dal protagonismo e attratta dalla testimonianza. In primo piano ci sono le gioie e le ferite, le speranze e le paure, le convinzioni incrollabili e i dubbi irrisolti, le battaglie vinte e quelle perse, ma comunque combattute sempre fino in fondo.

La sua vita professionale si intreccia – ma bisognerebbe parlare di fusione, più che di intreccio – con la vita di fede e l’impegno nell’Azione cattolica. Tanti gli incontri con grandi personalità della Chiesa (prima tra tutte, mons. Aldo Del Monte, vescovo di Novara) e le sue riflessioni, frutto dell’esperienza. Dal suo racconto emerge naturalmente uno spaccato della Chiesa degli anni del Concilio, con le sue tensioni e le sue speranze.

La sua esperienza religiosa è senza etichette né appartenenze particolari: si è formata nel grembo ordinario della Chiesa. Le cifre della sua religiosità sono ben chiare. Tra le altre, notiamo innanzitutto «la scelta di “uscire” per “andare”», che – afferma – «è la dinamica che ha accompagnato la mia vita fin da piccola». La Enoc interpreta così la sua laicità: essere nel mondo per testimoniare lì un Vangelo operoso. Ma questa concretezza è pure, in qualche modo, monastica: è l’ora et labora benedettino, plasmato da un forte spirito di accoglienza. Lei confessa: «La vita contemplativa ha nutrito la mia vocazione di manager bilanciando ciò che conta, permettendomi di illuminare domande profonde che in genere nella professione mancano, avere un rapporto con il tempo diverso».

La sua esperienza di fede si traduce naturalmente in cura. L’opera, per lei, è essenzialmente cura. Che sia espressa in un intervento straordinario, come la separazione di due gemelle siamesi, o nella fondazione di un ospedale nella Repubblica Centrafricana, oppure nella semplicità dei gesti quotidiani in corsia, in fondo è la stessa cosa. Il suo è un approccio «feriale», lontano da sensazionalismi e note acute.

Altra cifra del suo prendersi cura è una «concezione olistica del paziente, fondamentale per essere attenti a tutti i suoi bisogni, sia quelli spirituali che quelli materiali, come il cibo, la pulizia, la relazione eccetera». E il «paziente» deve restare sempre tale e mai diventare un «cliente».

Tra le pagine non sarà difficile individuare i criteri che ispirano la sua azione a favore di quella che lei definisce «sanità no profit». La sfida per la sanità cattolica è innanzitutto «la capacità di abitare i confini ignorati dalla sanità pubblica». E la ricerca scientifica è per la Chiesa «una forma di evangelizzazione e di amore, di personalizzazione della medicina e di rigore per la cura. La scienza è una forma di carità».

Alla fine della lettura, si avverte il gusto dell’impegno (e del sacrificio) davanti alla percezione, da una parte, della fragilità umana e, dall’altra, del genio che l’essere umano può esprimere con la cura per guarire e per aiutare chi ha una malattia a viverla dignitosamente.

FRANCESCO OCCHETTA – MARIELLA ENOC
Il dono e il discernimento. Dialogo tra un gesuita e una manager
Milano, Rizzoli, 2021, 190, € 14,00.

Acquista il Quaderno