RECENSIONE

Domenico Simeone

IL DONO DELL’EDUCAZIONE

Un nuovo patto tra le generazioni

Il dono dell’educazione

Benedetta Grendene

Quaderno 4114

pag. 413 - 414

Anno 2021

Volume IV

20 Novembre 2021
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Questo saggio di pedagogia della famiglia, scritto da Domenico Simeone, preside della Facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ci invita a riflettere sulla tutela di un capitale sociale primario e luogo di relazioni generative, richiamando il nostro sguardo verso una nuova prospettiva educativa, alla luce dei mutati paradigmi familiari. Nella società odierna, dove il Sé narcisistico prevale sul Sé matrimoniale, anche il luogo del dono dell’amore reciproco per eccellenza, la famiglia – «la piccola Chiesa domestica», come i Padri del Concilio l’hanno ribattezzata – risente di questo nuovo modo di concepire la relazione di coppia, spesso libero da impegni e spirito di sacrificio.

Quell’alleanza educativa che in passato era garantita dalle generazioni più anziane viene meno e lascia spazio a solitudine e smarrimento proprio nel momento in cui si desidera intraprendere il percorso fecondo verso la genitorialità. La fragilità dei legami affettivi, la mancanza di politiche sociali adeguate a favore della famiglia, la difficoltà di conciliare vita familiare e lavorativa sono sfide che ci invitano a ridare valore alla relazione e all’incontro autentico, perché «la famiglia rimane […] l’ambito fondamentale “dell’umanizzazione della persona”, il luogo privilegiato della cura degli affetti e dell’educazione» (p. 28).

L’esperienza della genitorialità assume un significato profondo non solo a livello personale, ma è espressione di un impegno nei confronti della società e merita di essere adeguatamente supportata, perché, quando nasce un figlio, nascono anche un padre e una madre: «Nell’attesa, non solo prende forma il figlio che sta per nascere, ma trova ospitalità il genitore che viene messo al mondo dal figlio» (p. 47). Da qui deriva la responsabilità educativa di fronte al «potenziale» religioso del bambino, che attende di potersi manifestare: «L’apprendimento dei modelli relazionali, che avviene nella prima infanzia e che vede nella famiglia un luogo primario, influisce sulla modalità di relazione con Dio che il bambino vivrà. L’esperienza della fiducia radicale, il “tempo dei perché” permettono a genitori e figli di condividere una esperienza di fede» (p. 55).

La famiglia è il luogo concreto dove si incontrano fede e vita: «Si può affermare che in ogni fase dello sviluppo il bambino pone una richiesta essenziale di relazione, una richiesta dunque “religiosa”» (p. 61). Il bisogno di figure genitoriali solide che alimentino la relazione educativa attraverso l’ascolto e il dialogo, in un clima di reciproca fiducia, è la condizione essenziale per una crescita libera e responsabile dei figli.

La funzione genitoriale dev’essere accompagnata e sostenuta da un patto di corresponsabilità educativa con le altre comunità educanti, come la scuola e la parrocchia. «A tal fine è indispensabile costruire alleanze educative che favoriscano la positiva interazione tra le diverse agenzie educative presenti sul territorio» (p. 191). L’autore riflette anche sul tema dell’educazione sessuale, intesa come educazione all’amore, da impartire fin dall’adolescenza, come parte integrante del più ampio processo di educazione alla persona.

I ragazzi di oggi, «narcisisticamente fragili», «paiono poco propensi ad assumersi i rischi che l’amore e la passione comportano, temono il dolore, non lo considerano un elemento inevitabile e sano della vita, necessario per la crescita» (p. 124). Eppure è proprio in famiglia che l’individuo impara a confrontarsi con l’inevitabilità del limite dell’esperienza umana, sia attraverso la malattia e la sofferenza, che spesso arrivano in modo imprevisto sconvolgendo molti equilibri, sia attraverso le difficoltà che la vita presenta nel cammino, sia attraverso la caducità dei rapporti umani. La famiglia, vissuta come dono d’amore, «può quindi essere il luogo in cui è possibile affrontare le divergenze, le offese, gli errori e vivere l’esperienza dell’essere perdonati e del perdonare» (p. 138). In conclusione, «è importante che gli adulti recuperino la propria responsabilità educativa, si facciano garanti di una promessa e di un debito nei confronti delle giovani generazioni» (p. 183).

DOMENICO SIMEONE
Il dono dell’educazione. Un nuovo patto tra le generazioni
Brescia, Morcelliana, 2021, 240, € 20,00.

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