RECENSIONE

I RAGAZZI DELLA NICKEL

Ennio Ranaboldo

Quaderno 4085

pag. 445 - 446

Anno 2020

Volume III

5 Settembre 2020
Voiced by Amazon Polly

Un tragico filo collega I ragazzi della Nickel – romanzo ispirato alle orripilanti vicende di un riformatorio in Florida, la Dozier School for Boys, attivo per oltre un secolo e chiuso soltanto nel 2011, dove le riesumazioni di cadaveri anonimi svelarono una storia di sistematica violenza istituzionale –, il precedente romanzo di Colson Whitehead, La ferrovia sotterranea (entrambi i romanzi hanno vinto il Premio Pulitzer) e quanto sta accadendo nell’America attuale su questione razziale, black lives matter, e ordine pubblico. È una linea di infinito dolore: dall’inferno della schiavitù ai decenni di segregazione, alla perdurante disuguaglianza socio-economica, fino alle morti di troppi afro-americani per mano dei poliziotti.

La storia di Whitehead è ambientata all’inizio degli anni Sessanta. Un ragazzo nero povero, vibrante di intelligenza e di buone speranze, amorevolmente allevato dalla nonna materna, si trova per sua disgrazia nel posto sbagliato al momento sbagliato: pur essendo perfettamente innocente, viene, altrettanto perfettamente, incastrato dal sistema. Un sistema iniquo e perverso che, come ogni universo concentrazionario che si rispetti, è disposto a tutto tranne che a riformare, e persegue la distruzione della persona, procedendo di violenza in violenza.

Alla Nickel School il regime per i riformandi bianchi è tremendo, e atroce – sempre – per i ragazzi di colore. Gli «ospiti» vengono gettati in competizioni disumanizzanti gli uni contro gli altri: basti ricordare le scene crudeli degli incontri di box tra campioni bianchi e neri, rituale cruento di effimero riscatto per questi ultimi, anch’esso peraltro finito nel modo più atroce.

Sotto la tutela complice dello Stato, la facciata riformatrice di campi e officine è in realtà pretesto per lo sfruttamento eretto a sistema: orfani, diseredati, sbandati e persone vittime della violenza subita, spesso giovanissimi, sono soggetti a una estrema brutalità.

La soggiogazione dei reclusi e le insopportabili condizioni spingono alla delazione e alla menzogna come tecniche di sopravvivenza, incoraggiate da funzionari corrotti nell’amministrazione e da sadici «educatori» nelle camerate e nelle aule dove vivono i ragazzi. Ci sono persino decine di persone ammazzate, interrate segretamente, quando le punizioni corporali hanno oltrepassato il limite.

Elwood, il protagonista, è un fervente idealista, seguace di Martin Luther King, ampiamente citato nella narrazione. L’ethos utopico e rivoluzionario del leader nero, l’insistenza sulla radicalità dell’amore capace di trasformare i cuori sono per il ragazzo un’illuminazione, ma anche la cifra di una condizione impossibile. «In quelle lunghe ore si sforzava di comprendere l’equazione del reverendo King: “Metteteci in prigione, e noi vi ameremo ancora… Ma state certi che vi logoreremo con la nostra capacità di sopportazione, e un giorno conquisteremo la libertà. E la conquisteremo non solo per noi stessi: appellandoci al vostro cuore e alla vostra coscienza conquisteremo anche voi, e la nostra vittoria sarà una doppia vittoria”. No, lui non poteva compiere quel salto nell’amore. Non capiva né l’impulso alla base di quel progetto né la volontà di eseguirlo» (pp. 193 s).

Il romanzo avrebbe potuto facilmente risolversi in un vibrante manifesto contro il razzismo del potere e della società, con il rischio di anestetizzare il lettore con la reiterazione di soprusi e violenze. Invece, la genuina pietas di Whitehead e il suo talento imbastiscono una distopia avvincente, credibile nella sua verosimiglianza storica e di impressionante genuinità nei dialoghi e nella rappresentazione delle sofferenze, delle speranze e del destino del protagonista e della comunità di dannati chi gli sta intorno.

L’amore predicato da Martin Luther King rimane un’utopia, ma l’ostinazione di Elwood, la sua fiducia nell’amicizia e nel futuro e, infine, l’azione decisiva della fuga ricordano al lettore che rigettare il ruolo della vittima è lievito indispensabile di affrancamento e di cambiamento. Di sé e del mondo.

COLSON WHITEHEAD
I ragazzi della Nickel
Milano, Mondadori, 2019, 214, € 18,50.

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