RECENSIONE

FATTI NON FOSTE A VIVER COME ROBOT

Betty Varghese

Quaderno 4086

pag. 534 - 535

Anno 2020

Volume III

19 Settembre 2020
Voiced by Amazon Polly

Marco Magnani, docente di Monetary and Financial Economics alla Luiss, in questo libro affronta un tema molto attuale e di sicura rilevanza per gli anni a venire: l’impatto che le nuove tecnologie e la robotica hanno e avranno per le prossime generazioni.

L’autore mostra, dati alla mano, come di fatto la rivoluzione tecnologica abbia modificato il modo di vivere dell’uomo, conferendo indubbi vantaggi: si pensi alla precisione in sede di chirurgia, ai controlli di sicurezza, o ancora alle possibilità virtualmente illimitate di accesso al sapere per mezzo dei cosiddetti «big data». La tecnologia può anche offrire opportunità preziose per fronteggiare eventi catastrofici, grazie ai droni (come è accaduto per l’incendio di Notre Dame a Parigi), o per gestire in maniera più oculata la scarsità delle risorse (ad esempio, desalinizzando l’acqua marina).

Nello stesso tempo, l’incremento delle nuove tecnologie porta a una crescente sostituzione dell’uomo con la macchina in una serie sempre più elevata di attività. Certo, la progettazione e il controllo ultimo rimangono sempre nelle mani dell’uomo, ma per svolgere questi compiti basteranno poche persone, dotate di competenze talmente raffinate e impegnative che resteranno in ogni caso precluse ai più. Da qui l’interrogativo sollevato dall’autore: quale scenario prospetta la rivoluzione tecnologica?

La quarta rivoluzione industriale – la rivoluzione del web – presenta caratteristiche inedite e pone interrogativi che sembrano non trovare soluzione, portando a un aumento della disoccupazione. Inoltre, la crescente produzione a basso costo resa possibile dalle macchine sarà sempre più appannaggio di pochi. Emergono anche dilemmi etici: chi è responsabile dell’incidente causato dall’auto senza pilota che ha investito mortalmente una persona nel Texas? Chi risponde degli errori di calcolo di un algoritmo che ha portato al decurtamento dei sussidi sanitari a milioni di ammalati in ristrettezze economiche? O come garantire che le nuove scoperte non vengano utilizzate per la manipolazione a vantaggio di pochi, o per causare danni a Stati e governi non graditi?

Si tratta di problematiche complesse, non riducibili alla competenza tecnica, ma che non possono essere disattese. Di fronte a esse emergono – come è spesso accaduto nella storia – due opposti schieramenti: c’è chi esalta il nuovo stato di cose in maniera entusiastica e confida che le nuove scoperte conterranno in sé anche la soluzione dei problemi, e c’è chi auspica che non si acceleri il corso degli eventi, perché, oltre ai timori in sede occupazionale, le macchine potranno ben presto conseguire una «superintelligenza» che l’uomo non sarà in grado di controllare, causando la fine della civiltà umana.

Tra gli «apocalittici» e gli «integrati», l’autore propende piuttosto per una terza via, auspicando un rinnovato incontro tra cultura scientifica e umanistica. Una cosa già presente, ad esempio, nei curricula di Harvard e Princeton, e in Italia con la Medtec School, il primo corso di laurea in medicina e ingegneria, frutto della collaborazione tra il Politecnico di Milano e l’Humanitas. Questo suppone anche un’attenzione alla formazione integrale, dove il quoziente emotivo abbia uguale valore di quello intellettivo: «L’idea è di sfruttare le innovazioni per migliorare le prestazioni dell’uomo. La tecnologia fornisce all’uomo l’opportunità di concentrarsi su quelle mansioni che, nell’ambito di ogni professione, generano maggiore valore aggiunto. Quelle basate su caratteristiche difficili da automatizzare, come pensiero critico e creativo, capacità di risolvere problemi e prendere decisioni, empatia e altre dimensioni dell’intelligenza emotiva, attitudini relazionali, sociali e comunicative» (p. 19).

Ciò che più preoccupa è il disinteresse per queste tematiche da parte delle istituzioni politiche, cioè proprio da parte della sede che dovrebbe gestire nella maniera più accurata tali cambiamenti.

MARCO MAGNANI
Fatti non foste a viver come robot. Crescita, lavoro, sostenibilità: sopravvivere alla rivoluzione tecnologica
Milano, Utet, 2020, 272, € 15,00.

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