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In questo libro don Costantino Rubini propone un cammino formativo per crescere nel servizio secondo l’infanzia evangelica. Si tratta di un percorso che nasce come parte di un progetto molto più articolato pensato per quanti si stanno preparando al diaconato permanente nella diocesi di Napoli.
Il libro è diviso in due parti. Nella prima, «maggiormente segnata dalla riflessione teologica» (p. 103), l’infanzia spirituale è innanzitutto approfondita biblicamente nella prospettiva di Mt 18,1-5. Mentre i discepoli discutono chi sia il più grande, Gesù pone al centro un bambino, dicendo: «In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli» (p. 25). L’infanzia evangelica è intesa come l’atteggiamento del bambino che si affida totalmente a chi si occupa di lui, ma è anche «capace di cogliere una vita nuova e spendersi per realizzarla nell’orizzonte del dono reciproco» (p. 14). Il più grande nel regno, infatti, è indicato da Gesù «come quello che più somiglia a lui, il Figlio, che tutto riceve e tutto dona, fino al dono totale di sé. Il bambino del Vangelo, dunque, vive nella fiducia di essere amato, in modo autentico e felice» (p. 42).
La pagina evangelica è attualizzata nella via dell’infanzia spirituale di Teresa di Lisieux, della quale l’A. ripercorre la biografia e la spiritualità. Teresa «comprende che i discepoli di Gesù sono chiamati a diventare piccoli per far parte con lui del suo regno» (p. 62). Bambini si diventa, innanzitutto, non tanto invertendo le leggi della natura umana quanto maturando in una via diversa, che ci rimette «di nuovo in una relazione di fiducia e possibilità di vita» (p. 65). Solo così si può superare «l’artrite spirituale» (p. 77), che impedisce all’adulto di avere le intuizioni tipiche dei bambini.
La prospettiva è esemplificata, in modo sorprendente, attraverso i bambini protagonisti di alcuni romanzi di Stephen King, noto maestro del «brivido», come It (Milano, Sperling & Kupfer, 2013) e Cose preziose (Milano, Sperling & Kupfer, 1992). «Il motivo principale di tornare ragazzi, per King, risulta essere quello di una comprensione dell’essenziale della vita che i bambini hanno. […] Fragili, disarmati ma profondamente amati» (p. 80). L’A. ne evidenzia la critica alla società commerciale, nella quale si può avere tutto pagando. Invece, «Dio non compra e non vende ma dona con gratuità infinita» (p. 89).
La seconda parte del libro ha «un carattere prettamente spirituale» (p. 103), e propone alcuni passi concreti per diventare come i bambini del Vangelo: sentirsi amati; essere autentici; operare il discernimento; riconciliarsi con le proprie ferite; testimoniare la gioia; donare misericordia come piccoli amati che ne hanno vissuto l’esperienza. «Un vero programma di vita per un futuro sostenibile, sia a livello personale che sociale e mondiale. Soltanto cambiando il cuore dell’essere umano si può sperare in un nuovo umanesimo» (p. 10), come afferma don Carlo Rocchetta nella Prefazione.