Il libro di Giosuè, che nell’elenco dei testi biblici è collocato subito dopo la Torah[1], da un punto di vista narrativo occupa una posizione strategica nel macroracconto, perché rappresenta un punto di svolta per il popolo d’Israele, che finalmente entra nella terra promessa dopo il lungo cammino dall’Egitto fino a Canaan, attraverso Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio.
Il libro di Giosuè, peraltro, si presta facilmente a essere frainteso, perché racconta la conquista e l’occupazione di una terra già abitata da altri popoli attraverso campagne militari giustificate dalla parola di Dio[2]. Nell’attuale contesto geopolitico del Medio Oriente, una lettura religiosa fondamentalista di questo libro rischia di inasprire gli animi e di incoraggiare i conflitti, alimentando le tensioni proprio attraverso la strumentalizzazione della parola divina. Perciò, la narrazione della conquista di Canaan potrebbe fungere da modello per giustificare teologicamente la sovranità di una terra assegnata per deliberazione divina. D’altra parte, il timore di tali interpretazioni estreme non deve scoraggiare il tentativo di comprendere questo libro in maniera corretta, interpretandolo alla luce del contesto in cui è stato scritto e in dialogo con le scienze ermeneutiche, affinché il lettore e il credente possano accedere a una sua comprensione più piena. Come interpretare, dunque, questo libro il cui senso può essere facilmente distorto?
Chi è Giosuè
Generalmente Giosuè viene considerato un condottiero militare, perché è colui che guida il popolo in una guerra di conquista, ma questa immagine non è del tutto corretta e potrebbe risultare fuorviante. Il libro si apre con un passaggio generazionale da Mosè a Giosuè, a cui Dio si rivolge direttamente. È Dio stesso, infatti, che trasmette a Giosuè, servitore di Mosè, il comando di attraversare il Giordano assieme a tutto il popolo. A Giosuè viene assicurato lo stesso favore accordato a Mosè, affinché abbia successo nel compito che gli viene affidato. Pertanto, egli si caratterizza soprattutto come colui che obbedisce alla parola del libro della Torah, che Dio ha consegnato a Mosè. Il comandante è chiamato prima di tutto a vivere secondo la legge del Signore. Questo è il compito essenziale che viene affidato a Giosuè sin dall’inizio. E così, per condurre il popolo sano e salvo nella terra promessa, Giosuè dovrà mettere in pratica la parola di Dio. Pertanto egli rappresenta il leader che, dopo la morte di Mosè, apre la strada a Israele per ricevere in dono quella terra dove possa vivere il popolo ebreo.
La «Torah»
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