«Perché dovrei far sentire la mia voce? Tanto la mia vita non cambierà mai». A pronunciare queste parole rassegnate è stata una giovane donna che vive in un quartiere popolare di Giacarta, in Indonesia. Mentre parlava, gli altri presenti annuivano. È seguito un lungo silenzio, lo stesso che tanti altri giovani mantengono di fronte a una politica democratica che sembra più distante da loro.
Il clima cupo di quella stanza chiusa si estende ben oltre oceani e continenti. In tutto il mondo molti giovani sono frustrati dal modo in cui la democrazia non è riuscita a mantenere la sua promessa inclusiva. Alcuni hanno espresso la loro indignazione in grandi proteste; ma per lo più la maggioranza di loro ha sopportato in silenzio la propria esasperazione, sfiduciata sul fatto che la democrazia tuteli ancora uno spazio per la loro voce.
Tra molti giovani che preferiscono restare in silenzio, la politica rimane comunque una questione centrale. Se potessero, parteciperebbero. Tuttavia, in assenza di una sicurezza economica, di canali efficaci di partecipazione e di competenze civiche adeguatamente coltivate, il voto e la condivisione di contenuti politici sui social media restano le uniche forme di partecipazione a loro accessibili. Il disimpegno non nasce necessariamente da apatia personale. Per tanti giovani la politica è importante, ma essi non credono più che la loro vita e le loro aspirazioni contino davvero per chi detiene il potere.
Come può, allora, la democrazia restituire speranza ai giovani? Perché questi possano riporre fiducia nelle sue istituzioni, la via è una sola: la democrazia deve necessariamente incarnarsi nella loro vita, con tutte le sue gioie e le sue fatiche.
Il disimpegno politico giovanile a Giacarta
Uno studio del 2025 condotto da Praksis (Centro gesuita per la ricerca e l’advocacy in Indonesia) offre un utile punto di partenza[1]. Basato su un’indagine originale che ha riguardato 400 giovani tra i 16 e i 30 anni residenti a Giacarta e su una serie di focus group svolti con alcuni partecipanti, lo studio individua tre vincoli interconnessi che determinano le modalità della partecipazione e del coinvolgimento politico dei giovani. Per «partecipazione politica» si intendono le attività più formali, mentre il «coinvolgimento politico» comprende forme più ampie di coinvolgimento, come seguire le questioni politiche sui social media o prendere parte a discussioni su temi di rilevanza civile.
In primo luogo, la politica appare un lusso riservato ai giovani non gravati dalla precarietà economica. Sebbene più di due terzi degli
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